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Sculture




Biografia

Nato a Sarzana il 21\03\1983, residente a Sarzana (SP)

Agosto 2005 “Equus”: Personale estemporanea di scultura modellata a Lerici (SP) con il patrocinio del comune

Luglio 2004 Partecipazione alla manifestazione Arteaperta a Sarzana

Marzo 2003 Estemporanea presso l'europarlamento di Bruxelles

Luglio 2002 Estemporanea presso il comune di Massa

Luglio 2001 Partecipazione al Simposio Internazionale di Scultura di Carrara (MS)


Critica

Le opere nascono sia da uno studio accurato sulla anatomia del cavallo, sia dallo studio dei particolari che caratterizzano le diverse razze.
La razza “ Frisona occidentale” rappresenta il connubio ideale di forza ed eleganza che l'artista cerca in questo animale. Il “cavallo di Frisia” presenta una possente muscolatura incorniciata da una lunga criniera e coda foltissima, inoltre possiede e un particolare curioso: i grandi zoccoli sono ricoperti da lunghi crini neri.
Per l'artista le forme e i particolari anatomici devono essere accentuati quasi fino all'estremo: muscoli alla massima contrazione, vene del collo e del muso che sembrano esplodere pur di pompare forza ed energia. Tutta questa potenza deve però essere controbilanciata dall'eleganza: la struttura anatomica finale deve apparire leggera e il corpo contratto deve risultare sinuoso.
Ed è questo il punto di forza dell'artista: egli riesce a dare potenza e forza senza appesantire l'opera, senza intaccare la natura del soggetto: le creature sono e rimangono un connubio perfetto di armonia e vigore.

La scelta del soggetto
Il cavallo da sempre rappresenta il simbolo della perfezione artistica, infatti solo in questo animale grazia, bellezza e forza si fondono all'unisono.
Ed è proprio il cavallo il protagonista assoluto delle opere di Alessandro Vergelli, il cui scopo è quello di reinterpretare le forme di questo affascinante animale.

La scelta del materiale
L'artista predilige materiali crudi e poco raffinati come creta o legno per non tradire la nascita originaria delle opere ed è per questo motivo che devono poter sembrare quasi incompiute o abbozzate per non dare alla scultura una possibilità di conclusione e di elevarsi ad arte.

Con questa tecnica l'artista sembra quasi ricordare all'opera che senza di lui questa sarebbe ancora un blocco da plasmare, ma contemporaneamente questa mancanza dona una potenza e una forza straordinaria come se l'opera stessa volesse formarsi da sola e strapparsi alla creta.

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