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Sculture




Biografia

Nato a Paternò il 28/01/1985.

 

Si avvicina all'Arte sin da piccolo frequentando la bottega del maestro ceramista Barbaro Messina dove apprende il fare artigianale specifico della ceramica tradizionale siciliana.

 

Nel 1999 si inscrive al Liceo artistico statale  di Catania dove segue con molto interesse le lezioni di modellato dello scultore catanese Dino Cunsolo.

 

Dopo aver partecipato a molti concorsi scolastici ed estemporanee, frequenta e collabora con Pietro Russo, scultore della pietra lavica, nella realizzazione di un monumento sito nel comune di Santa Maria di Licodia.

 

Nel 2000 partecipa alla “fiera di settembre” in Paternò (ct) nel padiglione dello studio

 

“le Nid” di Barbaro Messina, presentando pitture e sculture.

 

Nello stesso anno espone al centro culturale “Le Ciminiere” di Catania, e fa una personale al “museo per la pace” di Paternò donando le opere al comune.

 

Nel 2001 vince a Belpasso, un premio nella sezione scultura all'interno della rassegna “Etna Arte 2001” a cura di Vincenzo Consolo.

 

Nel 2002 si Diploma e si iscrive all'accademia di Belle arti di Catania.

 

Nel 2003 a Paternò partecipa e organizza in collaborazione ad altri artisti la “Collettiva d'Arte e costume”, curata dal critico Franco De Grazia, dove presenta alcune installazioni e sculture .

 

Nel marzo del 2004 partecipa ad “OPUS AETNA”, una mostra di architettura e design a cura di Giuseppe Sciacca, progettando due tavoli in pietra lavica.

 

Nel giugno dello stesso anno partecipa alla mostra organizzata all'interno dei locali della facoltà di scienze politiche a Catania, esponendo un'installazione e varie sculture.

 

Il mese successivo viene invitato insieme ad altri artisti ad allestire la mostra “l'Oro dell'Etna”, prima nei locali della galleria d'arte moderna di Paternò, e successivamente nel comune di Città Sant'Angelo (Pescara) nei locali dell'antica chiesa di Sant'Agostino, ora adibita ad auditorium e centro espositivo, presentando un'installazione ed una scultura.

 

A gennaio del 2005 viene invitato a tenere un corso di teoria della scultura in una scuola media di Catania ed inaugura con la prima opera la nuova pinacoteca dell'istituto.

 

Nel maggio dello stesso anno partecipa alla collettiva d'arte contemporanea allestita alle “Zagare”, curata dal critico Paolo Giansiracusa.

 

Attualmente  vive e lavora a Paternò e studia scultura all'Accademia di Belle Arti di Catania.

 

Andrea Coppola

Via Giuseppe Alfano n. 20

Paternò (CT)

95047 Sicilia

 


Critica

Artefici e vittime dello stesso martirio


L'illuminato, il genio, il grande uomo è un gigante.
Un gigante che cammina e che indifferente riesce ad andare oltre… avanti ,riesce ad elevarsi spiritualmente ed intellettualmente, e ogni passo corrisponde ad un vuoto, come se camminasse su della terra umida, e noi piccoli lo inseguiamo, cerchiamo di raggiungerlo cerchiamo di percorrere la strada da lui tracciata come in un grande labirinto di orme retto ed orizzontale.
Quando c'è lui tutto va bene, sappiamo dove andare, riusciamo per lo meno a muoverci nella grande architettura da lui edificata e a sua volta, noi, piccoli uomini edifichiamo sulla sua strada i nostri piccoli sforzi che di conseguenza sono seguiti da uomini ancora più piccoli e ancora di più fino all'infinitesima parte della collettività.
Questa situazione nella storia equivale alle ere d'eccellenza, basti pensare ai greci, agli egizi, ai romani e a tutte quelle culture dove i grandi uomini trascinavano i più piccoli, e i più piccoli trascinavano i piccolissimi ecc…
La storia si alterna tra splendore e decadenza.
Tutto decade e tutto risorge e questo succede perché nel ciclo della storia interferisce il ciclo della vita e capita che quei grandi giganti muoiono e tutti quelli che restano indietro rimangono intrappolati nel labirinto degli illuminati, senza una meta, senza più una via, bloccati, fermi, in decadenza, ma dalla decadenza nasce sempre un nuovo gigante che prepotente traccia una nuova via ed il ciclo può continuare…
Io penso ora alla contemporaneità in cui io piccolo uomo sono schiacciato dalle contraddizioni, dall'ipocrisia, dalla alienazione.
Siamo in un era di decadenza ma il problema è che purtroppo non se ne esce più, siamo bloccati nel labirinto costruito per la nostra libertà, quella libertà che ci siamo andati a costruire nel tempo, nei secoli, attraverso i prodigi della scienza, alle innovazioni, ai filosofi.
Forse l'ostacolo come sostiene Jean Braudrillard (sociologo francese contemporaneo) riferendosi al terrorismo e alla strage dell'11settembre, consiste ad un cambio di cultura, lui sostiene che il genere umano dal punto di vista sociologico è passato da una cultura “particolare”, “collettiva” ed ora “globale”.

Con l'avvento della globalità si è rotto lo specchio dell'individualità, e di conseguenza si sono perse tutte le soggettività importanti e fondamentali per mettere in moto quel famoso ciclo storico di cui parlavo prima, si è persa la figura dell'intellettuale, del filosofo, dell'esteta di quel famoso gigante che noi piccolini tanto abbiamo bisogno.
Noi intanto rimaniamo intrappolati tra le orme del passato, in questi labirinti di specchi in cui noi ci riflettiamo e ove custodiamo le stigmate di ciò che essi rappresentano come se noi divenissimo artefici e vittime dello stesso martirio, e parlo del martirio della nostra madre terra, dei nostri sogni, del nostro amore, della nostra straordinaria potenza che si sacrifica ogni giorno a dispetto delle cose inutili… delle cose banali.
Abbiamo delle strade davanti ma siamo distratti dalla nostra dinamicità contemporanea… la nostra più grande forma di alienazione.

Andrea Coppola

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