Sculture
Biografia
Nato a Bernalda il 25 maggio 1961
Vive e lavora a Bologna in via della Braina 4/a, 40124 Bologna
Tel. 333/3995569 Fax 051/264564
www.gaetanorusso.com
28 Settembre 1984 Diploma in scultura all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
- PRINCIPALI ESPOSIZIONI -
1984 - GALLERIA S.VITALE (BO), collettiva
1984 - RASSEGNA NAZIONALE ACCADEMIE BELLE ARTI, EXPO ARTE (BA), collettiva
1985 - GALLERIA LA MINIMA (RE), collettiva
1985 - STUDIO CRISTOFORI (BO), collettiva
1985 - 1° BIENNALE SCULTURA DI FANANO, estemporanea collettiva
1985 - "LA PIETRA SVELATA", 1° BIENNALE SCULTURA POGGIO PICENSE (AQ), estemporanea collettiva
1986 - "TERRA VECCHIA", Frasso Telesino (BN), estemporanea collettiva
1986 - STUDIO LEKITHOS, Valencia (SPAGNA), personale
1986- "RAPIDO FINE", ex fabbrica Zenith (FE), estemporanea collettiva
1986 - "CONTEMPORANEA", Palazzo Re Enzo (BO), collettiva.
1986 - "TEATRO MAGICO", Bernalda (MT), estemporanea collettiva
1987 - "DA LE CORBUSIER A GIUSEPPE TERRAGNI", Centro Culturale Francese (ROMA), collettiva
1987 - "FANTASMA", STUDIO CAVALIERI (BO), collettiva
1987 - "SCULTURE AFRICAN DREAM VILLAGE", Malindi (KENYA), estemporanea collettiva
1987 - STUDIO LEKITHOS, Valencia (SPAGNA), collettiva
1987 - PALAZZO DE PRIORI (PG), collettiva
1987 - "ELEONORA", Palazzo Ducale (MN), collettiva
1987 - "DERITMICA", GALLERIA TOMMASEO (TS), collettiva
1987 - "TRAVIATA", Isola Della Boschina Ostiglia (MN), estemporanea collettiva
1988 - "LA PIETRA SVELATA", Palazzo Dell'Emiciclo (AQ), collettiva
1988 - PALAZZO TAVERNA (ROMA), collettiva
1988 - "NEL MODO AMODALE" Galleria Osaon (MI), collettiva
1988 - "UNDER 35", Arte Fiera (BO), collettiva
1988 - "CHE LA BELLEZZA INFIORA", Centro arti visive Materiali/Immagini (PG), collettiva
1988 - "LIBIAM AI LIETI CALICI", Studio Maccabeo, collettiva (BO)
1989 - STUDIO LEKITHOS, Valencia (SPAGNA), collettiva
1989 - STUDIO LEKITHOS, Valencia (SPAGNA), collettiva
1989 - GALLERIA EXTRA LAND, (VIENNA), personale
1990 - "CRISTO LIGNEO", Chiesa SS. Medici Bernalda (MT)
1990 - "LA PIETRA SVELATA", 2° biennale 1988-1990, Chiesa S. Domenico (AQ), collettiva
1991 - "LA PIETRA SVELATA" 2° biennale, Goriano Valli (AQ), estemporanea collettiva
1992 - "FORMELLE BASSORILIEVI", Chiesa SS. Medici Bernalda (MT)
1993 - "PIETRE", Galleria Viafarini (MI), collettiva
1993 - "SEGNI E DISEGNI", Galerie Analix B. & L. Polla (GINEVRA), Galleria In Arco (TO), Loft Arte Club (Valdagno), Galleria Marsilio Margiacchi (Arezzo 1994), Galleria Graziella Mariottini (Arezzo 1994)
1993 - "A ONOR DEL FALSO" (Umori e tendenze del bijoux dagli anni '20 agli anni '80), Palazzo delle Esposizioni (ROMA), Palazzo Re Enzo (BO)
1994 - TEATRO COMUNALE DI CASALECCHIO (BO), personale
1994 - GALLERIA THERESIEN, (MONACO), collettiva
1995 - GALLERIA ANGELUS NOVUS (AQ), personale
1995 - "OMAGGIO ALLA TERRA SCOLPITA", Museo di Cà La Ghironda, Ponte Ronca (BO)
1995 Lezioni sul disegno dalle sue origini al rinascimento, con cenni
a quello contemporaneo e alla scultura e alla sua collocazione dal rinascimento ad oggi nel territorio urbano, per Centro Studi Enaip di Potenza.
1996 - "FACCIAMO LE SCARPE ALL'AIDS" Palazzo Re Enzo (BO), collettiva
1996 - "TERRITORI DEI PAESAGGI MIEI", Centro d'arte Telamone (LE), personale
1996 - "OPERE PER CAPRI", Hotel La Palma (Capri), personale
1996 - "CONTROPROFILO IN ROSSO", Galleria Esposizioni Ergife Palace Hotel (Roma), collettiva
1997 - "LA CITTA' MUSEO 2", Arte Contemporanea Europea (Boville Ernica), collettiva
1997 - "CON IL FUOCO NELLA MENTE", Dipartimento cultura P.R.C., Stadio Flaminio (Roma), estemporanea collettiva
1997 - "IN PIETRA", Incontro internazionale di scultura, Lettomanoppello (PE), 1° premio
1997 - "TUNNEL OF LOVE - RESTORE LOVE", Stazione del Farneto (Roma), estemporanea collettiva
1997 - "OCCHIALI? E' LA CORNICE DENTRO IL QUADRO, CARO DERIDA'? E' PER VEDERTI MEGLIO CARA CAPPUCCETTO ROSSO", Mercanteinfiera (Parma), collettiva
1997 - "I° TRIENNALE DI ARTE SACRA CONTEMPORANEA", Piazza del Duomo (Lecce)
1997 - "UN'IDEA PER UN PIATTO", Area Culturale Mercanteinfiera - Parma
1998 - Claus Berke Gallery (Dusseldorf), collettiva
1998 - "TELEFONO", Area Culrurale Fiera di Bologna, collettiva
1998 - Studio Scipea, Catania, collettiva
1998 - Progettazione e realizzazione fontana di San Gerardo in Largo Duomo Potenza
1998 - "VALIGIE", Area Culturale Mercanteinfiera Parma, collettiva
1999 - "LOVE - PHONE", Area Culturale Futurshow (Bologna), collettiva
1999 - Area Culturale Mercanteinfiera Parma, collettiva
1999 - Galleria Maddì (Catania), collettiva
1999 - "App. Arte, Immagini per la città" (Roma), collettiva
1999 - Velvet Gallery (Londra), collettiva
2000 - "LOVE - PHONE", Area Culturale Futurshow (Bologna), collettiva
2000 - "GEOPLANO", Museo di Cà La Ghironda, Ponte Ronca (BO)
2000 - "FACCIAMO LE SCARPE ALL'AIDS" Galleria d'Arte Moderna (BO), collettiva
2000 - Realizzazione di due grandi opere scultoree per P.za San Leone Magno in Metaponto (MA)
2001 - "Blu gallery", collettiva per la fiera dell'arte 2001 Londra
2001 - Realizzazione del monumento ai caduti di Grottole (MT)
2002 - Chieves Art Center - Boston (USA), collettiva. Curatrice Emma Doyle
Critica
Gli artisti italiani emersi all'attenzione della
TERRITORIO DEI PAESAGGI MIEI
Credo che la migliore scultura, e penso allo splendido esempio di Louise Bourgeois recentemente esposta a Matera, non sia definibile in termini di "geometria del luogo", "senso dello spazio", come una certa critica conservatrice è ancora abituata a fare, a meno che non si vogliano perdere le coordinate e le possibilità di un'opera raccogliendo soltanto ciò che egoisticamente ci interessa.
Credo anche che i migliori esempi di scultura oggi, alla fine di un secolo che è solo uno dei tanti nella lunga storia di questa tecnica, non sia neanche la scultura tradizionalmente definita. Perfino in un contesto reazionario come la recente Documenta 9 (Kassel, Germania) è risultato chiaro grazie ad artisti come Gary Hill, Cady Noland, Matthew Barney, ...che la scultura ha ormai assunto connotazioni nuove, più estese, rivolte più alla "mise en scene" di un processo artistico, piuttosto che alla continua definizione della sua pratica.
Gaetano Russo, con la caparbietà e la tenacia che gli derivano dal carattere e dalla disaffezione verso il contemporaneo ed i contemporanei, è riuscito in questi anni in ciò in cui di solito riescono solo quegli artisti che definiamo "classici", far confluire in uno stile unico e penetrante un discorso sul sensibile e un discorso sull'arte senza cadere nei facili accademismi, senza perder tempo a cercare la sintesi di uno stile alla moda. Il gesto scultoreo è spontaneo. personale, più che all'estenuante ricerca di forme nuove ci ritroviamo innanzi ai ricordi di forme perdute.
Gli artisti italiani emersi all'attenzione della
TERRITORIO DEI PAESAGGI MIEI
Credo che la migliore scultura, e penso allo splendido esempio di Louise Bourgeois recentemente esposta a Matera, non sia definibile in termini di "geometria del luogo", "senso dello spazio", come una certa critica conservatrice è ancora abituata a fare, a meno che non si vogliano perdere le coordinate e le possibilità di un'opera raccogliendo soltanto ciò che egoisticamente ci interessa.
Credo anche che i migliori esempi di scultura oggi, alla fine di un secolo che è solo uno dei tanti nella lunga storia di questa tecnica, non sia neanche la scultura tradizionalmente definita. Perfino in un contesto reazionario come la recente Documenta 9 (Kassel, Germania) è risultato chiaro grazie ad artisti come Gary Hill, Cady Noland, Matthew Barney, ...che la scultura ha ormai assunto connotazioni nuove, più estese, rivolte più alla "mise en scene" di un processo artistico, piuttosto che alla continua definizione della sua pratica.
Gaetano Russo, con la caparbietà e la tenacia che gli derivano dal carattere e dalla disaffezione verso il contemporaneo ed i contemporanei, è riuscito in questi anni in ciò in cui di solito riescono solo quegli artisti che definiamo "classici", far confluire in uno stile unico e penetrante un discorso sul sensibile e un discorso sull'arte senza cadere nei facili accademismi, senza perder tempo a cercare la sintesi di uno stile alla moda. Il gesto scultoreo è spontaneo. personale, più che all'estenuante ricerca di forme nuove ci ritroviamo innanzi ai ricordi di forme perdute.
Gli artisti italiani emersi all'attenzione della critica dalla metà degli anni '80 ad oggi hanno dimostrato più volte disinteresse nei confronti del nuovo, verso un concetto lineare/progressivo dell'arte; la decostruzione della definizione più che il tentativo di ri-definire ha portato questi artisti a rifiutare i precedenti teorici e le precedenti pratiche per immergersi con consapevolezza nell'esperienza estetica. Ma, sebbene le convenzioni del panorama culturale in cui questi artisti si sono trovati ad operare sono sembrate limitate e limitanti, i nostri artisti hanno rivolto la ricerca verso un ispessimento dello scambio tra creatività ed interpretazione; dinamica riscontrabile non tanto nell'oggetto artistico, nel prodotto, quanto nel fare arte in sé.
È una pratica che, nel caso di Gaetano Russo, ritroviamo anche nelle sue tele dove una speciale miscela di polvere di marmo e acrilici arricchisce di ulteriore materia una tela già ricca. Non si tratta di accumulo, quanto della riflessione di una pratica personale che le forme cercano di tracciare tra pietra e tela.
È un modo, anche, per riconciliarsi con una materia cangiante con la quale l'artista sperimenta alla ricerca di rapporti interconnettivi con il gesto artistico, alla ricerca di relazioni (spesso imprevedibili) tra i materiali e le forme, senza forzature, creando così dalla casualità e dall'esistente una mirabile poetica dello scarto dove ogni forma assume dignità. È, paradossalmente, con delle semplici pietre serene raccolte in qualche cava toscana che Gaetano Russo ridona trasparenza al meccanismo della rappresentazione, rifleffendo sulla relazione tra significato e significante, e rimandando con l'immagine al proprio percorso artistico senza enfatizzare il gesto. È attraverso questa ricerca che l'autore lucano ridisegna una mappa del sensibile, un TERRITORIO DEI PAESAGGI MIEI (titolo di una sua opera di qualche anno fa) in cui la scultura assume le valenze di uno strumento emotivo per vagliare le sue (e le nostre) aspettative verso il presente.
Gianni Romano

