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Sculture




Biografia

Salvo Cansone è nato a Lentini, in provincia di Siracusa, nel 1945.

La sua famiglia si trasferisce a Catania già nel 1948 e in quella città, nel 1960, inizia la sua formazione artistica presso il locale Istituto Statale d'Arte frequentando la Scuola di Decorazione Plastica con il Maestro Petralia.

Nel 1967, consegue a Napoli la maturità in Arte Applicata. Nel 1968 si trasferisce a Milano per frequentare, presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, la Scuola di scultura di Marino Marini e quella del marmo, diretta dal prof. Rui . In seguito è stato allievo dei Maestri Alik Cavaliere, poliedrico scultore surrealista di formazione umanistica e Lorenzo Pepe, astrattista romantico.


Ha sviluppato poi la propria ricerca, in maniera autonoma e controcorrente nei confronti di occasionali tendenze dell'arte contemporanea, preferendo un'espressione artistica intimistica e surreale totalmente libera da esigenze di mercato. Questo accadeva negli anni in cui sembrava che tutta l'Arte figurativa che non fosse Astratta, Concettuale , Pop, Minimalista e altro ancora, non potesse più avere nessuno sbocco, non solo economico ma anche ideologico. E non era ancora il tempo della Nuova Maniera, del Citazionismo, e nemmeno quello della "bruttura" infantilistica della Transavanguardia.


Negli anni 1977-79, a vantaggio di una diffusione popolare dell'arte figurativa e con intento marcatamente polemico, in collaborazione col pittore A.Sartori, ha dipinto, in spazi pubblici, i Quadri al trancio: opere di grandi dimensioni, di circa 8 Mq. che appena ultimate venivano tagliate a pezzi e aggiudicati all'asta senza prezzo base.

Dello stesso periodo è il ciclo di tematiche musicali, ricco di decorativismo e simbologie con il quale l'artista, fino alla metà degli anni '80, affina la propria tecnica grafica e cromatica, nel tentativo di risolvere empiricamente alcuni problemi di forma e volume con l'uso di un segno elementare e piccole campiture di colore piatto. La produzione di questo periodo è stata presentata al pubblico in una importante e vasta rassegna retrospettiva presso lo Studio Bellomo di Milano.

Del periodo successivo è l'interesse per la ceramica, teso a sviluppare un punto di contatto con la tradizione vascolare popolare. La produzione di questo periodo, per identità di forme e contenuti, si collega alla cultura del canòpo egizio ed etrusco.

Le opere di questo periodo, circa 50 vasi in terracotta, 80 disegni, studi e progetti, sono stati presentati, in mostra itinerante, in alcune località italiane in cui la lavorazione della ceramica rappresenta un aspetto significativo dell'economia e della cultura di quei luoghi: Sicilia, Emilia Romagna,Toscana, Umbria, Puglia e Campania.

L'accostamento, apparentemente formale alla Cultura popolare, contadina e mediterranea - quella siciliana in particolare - si arricchirà, in seguito, di contenuti esistenziali e ideologici che daranno luogo ad un'opera complessa e affascinante, ricca di creatività e sensazioni, varia nel linguaggio e nelle tecniche utilizzate.

Infatti, dal 1982 al 1987, con esclusione di brevi periodi, l'artista ha privilegiato la committenza privata, rifiutando l'esposizione pubblica della propria opera e qualsiasi atto di presenzialismo per l'esigenza di ridefinire i propri obiettivi artistici e per attendere alla stesura del poema epico-figurativo.

(a cura di Marina Meli)


Critica

" Il Monte Gebel "

A conclusione di questo periodo, l'Autore ha elaborato un personale linguaggio espressivo con particolare riguardo ai problemi della forma e del segno. Linguaggio che si sviluppa con simbologie evocative e surreali che non escludono, a volte, la trattazione di argomenti e problematiche esistenziali e sociali. Quest'ultima maniera è riscontrabile più segnatamente nella produzione

plastica e pittorica, degli anni 1989-1992.


L'Opera di Salvo Cansone, per definizione, metodologia e ambiti di ricerca formale e tecnica, è indipendente da qualsiasi "maniera" di linguaggio e contenuti cui la Critica e la Storia dell'Arte ci hanno abituato a vedere. Ovvero quella banale e dottrinale analisi storico-critica che privilegia esageratamente la coerenza stilistica e formale a danno di una ricerca, anche incoerente e confusa, alcune volte, ma sempre, comunque, più libera e quanto meno più simile agli uomini. E tra gli uomini vi sono gli Artisti!

In sostanza l'assioma di questo tipo critica è il seguente:

"Il grande Maestro cambia il proprio stile, a proprio piacimento, esprimendo in ciò tutta la propria genialità. Ma se il Maestro non è grande, esprime solo la propria incoerenza ...di stile".

In realtà chi ha già un proprio mercato può fare il bello e cattivo tempo e chi, questo mercato non lo ha ancora deve accreditare il proprio "marchio di fabbrica" producendo oggetti difficilmente confondibili e ben riconoscibili: colli lunghi, merda in scatola, plastiche bucate, forchette, tele tagliate e quanto altro possa scaturire dall'inventiva mercantile. L'Arte si riduce così alla stessa categoria merceologica cui appartengono detersivi, carne in scatola, fazzoletti di carta, preservativi, prodotti di bellezza. Infatti, oggi, alcuni studi di Artisti sono sempre più simili a piccole industrie le cui parole d'ordine sono: seriale, riproducibile, modulare.



" L'arte non obbedisce a nessuna scuola o tendenza.

La vera arte è incoerente, silenziosa e quotidiana "

Così ama definirla l'Autore!




Particolarmente fervida è stata l'attività grafica, cui l'artista ha dedicato da sempre grande attenzione, attribuendo al disegno una funzione essenziale e primaria per lo sviluppo formativo e creativo. Al riguardo ha svolto per anni attività didattica; ha istituito e gestito corsi di aggiornamento sulla funzione del disegno in età evolutiva per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, Comune di Milano, Regione Lombardia e vari Enti di ricerca, pubblici e privati.

Nel 1988 riprende l'esposizione pubblica del proprio lavoro con le mostre di Firenze, Bologna, Milano, Modena, Foggia, Catania, Parma.

Sue opere sono presenti in numerose collezioni private.

Ha eseguito opere pubbliche per il Comune di Milano, Enti Ecclesiastici e Istituzioni nazionali. Vive e lavora a Milano e Catania.

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