Sculture
Biografia
Ornella Rovera nasce nel 1961 a Torino dove, nel 1987, si diploma in Scultura all'Accademia di Belle Arti. E' in ruolo come docente di Tecniche della Scultura all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove tiene anche il corso di Tecnologia dei NuoviMateriali. Scultrice e Fotografa, la sua ricerca artistica negli anni successivi alla fine dell'accademia è caratterizzata dalla sperimentazione di diverse tecniche grafiche, dall'utilizzo della fotografia come mezzo istintivo che cristallizza l'attimo e da una costante sperimentazione sui materiali come strumenti evocativi. Nascono dei lavori, intitolati Fotosculture (a partire dal 1988), nei quali si instaura un dialogo fra immagine fotografica e materiale plastico. Negli anni novanta acquisisce esperienza nella lavorazione e nell'utilizzo di vari tipi di materiali, lavorando per sé e in collaborazione con la scultrice torinese Luisa Valentini. Elementi di riflessione e di indagine nel suo lavoro sono il rapporto fra la memoria del passato e l'esperienza del presente ed il concetto di evoluzione che trova espressione nella natura come continua fonte di rinnovamento e di energia.
Critica
“Ornella Rovera, la scultura la fa con la fotografia... Due realtà ontologiche, per certi versi apparentemente agli antipodi, ovvero la stasi plastica dell'oggetto inserito nell'ambiente o l'istantaneità ibernata nello scatto della foto, trovano, così, una inaspettata sintesi nella poetica dell'artista... Il fatto è che, in fondo, la fotografia, a ben guardare, “sculturizza” ciò che essa iconicamente riproduce, perchè è forma di reificazione visiva di quanto scorre, vive e muta sotto i nostri occhi. Si può dire che la fotografia “scolpisce” nella nostra coscienza l'apparenza delle cose, trasmutandola in immagini. L'esistente si rivela a noi come visto per la prima volta e si impone come presenza che scava spazi mentali come la scultura lo fa con quelli fisici.” E' per questo che le fotosculture della Rovera camminano con due gambe, ma per poi sorreggere un corpo solo...Fotografia, dunque,come materiale tra i materiali, in una commistione di allusa bidimensionalità e oggettiva tridimensionalità, destinata a suggerire l'essenza adimensionale del sogno o della fantasia.”
Guglielmo Gigliotti
Estratto del catalogo della mostra “Scultura in Comune”, Palazzo Comunale Carrara, Carrara 1998

