Sculture
Biografia
OPERA INTERNAZIONALE PRAESEPIUM HISTORIAE POPULI <BEATO P. PIO DI PIETRALCINA< GERACI SICULO - PALERMO. DR.Prof.Vincenzo Piccione D'Avola
Nino Lacagnina è scultore assai poliedrico nella sua interessante produzione artistica ; la sua fonte principale di ispirazione è la sua vita, ricca di esperienze, di emozioni e di sensibilità culturali non comuni.Vive pensoso e assorto nel mistero dell'arte che, di giorno in giorno, svela solo al suo cuore; infatti, quale "eremita dell'arte", procede solingo nel suo cammino artistico orgoglioso e riflessivo, superbo ed umile.
Artista solitario è il Lacagnina, il quale vive la sua dimensione artistica nel "silenzio" della sua esistenza e nella sua piena maturità creativa.In effetti questo autentico artista ha raggiunto con l'Arte un amplesso così profondo e così vero, da renderlo quasi testimone dei misteri sconosciuti del mondo dell'Estetica.C'è, in verità, in Lacagnina un dialogo perenne con le forme, le linee, e gli spazi artistici, in cui tutto, poi, si sublima in volumetriche cromie di superlativa bellezza.
Questo solenne e pensoso mondo spirituale del Lacagnina noi cogliamo nella stupenda scultura Betlem " il Presepio", opera di alta raffinatezza artistica, che, sicuramente, consacra l'attività dell'artista e segna idealmente l'ingresso nel grande Anno del Giubileo del 2000.
Al riguardo, non è esagerato dire, che l'opera presepiale di Lacagnina è una gioiosa ed intensa riflessione religiosa sulla sua vita di artista e, in forza di questo, è un gesto altissimo di contemplazione del grande Mistero dell'Incarnazione.
Lacagnina, uomo e artista scevro da barocchismi, di ritualismi, di formalismi e di vuoti liturgisti, in questa sua magistrale Opera scultorea "IL PRESEPIO" si è sinceramente tuffato nel DIVINO; ha voluto, quindi, sperimentarsi, misurarsi, provarsi e,se volete, inginocchiarsi, dinnanzi all'Eterna Verità: Gesù Signore e Salvatore del Mondo, ieri, oggi e sempre!
Questa sua originalissima terracotta, lavorata sapientemente, brilla di splendide policromie: è una vera esplosione di luce e di vita.
La creta, materia grigia e inerte,nelle mani di Lacagnina assume forme di vita e di spazi di luce, vere volumetrie di "misteri illuminati" dalla luce del cuore e della mente di un uomo contemplativo, pensoso e solitario, autentico figlio legittimo dell'Arte.
Quale gioia immensa avrà provato questo scultore, quando da quella materia inerte e senza luce, fredda e senza vita, ha tratto fuori come esperta levatrice,una creatura così speciale, il "Presepio" : un bambino avvolto in fasce
per culla una mangiatoia; Maria e Giuseppe, compresi intensamente nel Mistero Divino dell'Amore; i Santi Magi, le pecore e i pastori
tutto in una capanna di canne e paglia, fuori dalle porte di Betlem.
Questo mistero specialissimo, celebrato nel Presepio, si è cosi' svelato nel cuore di quest'Artista e solenne è venuto alla luce per stupirci ancora una volta.
Questa splendida scultura è stata donata all'Opera "Praesepium Historiae Populi" e, pertanto,verrà perennemente esposta nella "CASA MUSEO V.PICCIONE D'AVOLA" alla
Ammirazione dei visitatori.
Critica
Dr. Prof. Vincenzo PICCIONE d'AVOLA :Valutazione dell'operosità e del mondo spirituale dell'artista
Lo scultore Nino Lacagnina, nato in terra africana, è un artista assai complesso per le svariate tecniche e tematiche scultoree, che attingono sempre al mondo esotico africano, culla della sua natalità.
Il mondo spirituale di Lacagnina è, pertanto, come lo Stesso afferma; “abbagliato dal sole africano, dal giallo delle sue dune morbide, dal verde delle sue palme, dal bianco dei suoi sux' dal nero ebano delle carni delle sue genti e, anche, dai pazienti cammelli, dalle eleganti gazzelle, dai potenti leoni, dalle flessuose e misteriose danzatrici... , da tutto ciò che è bello, che è esotico!”.
Stupende sono le sue strutture scultoree che rappresentano questo mondo esotico africano, le cui linee e la cui plasticità, raggiungono livelli espressivi di alto valore artistico: guerrieri belligeranti, donne dai seni appuntiti e prominenti, dagli occhi dolci e dalle forme sinuose ed eleganti; maternità di grande tenerezza dove le grandi labbra della donna fanno eco alla generosità del turgido seno; animali esotici, scolpiti nella pietra e nell'argilla, assemblati in un giardino africano, ricostruito dall'artista in un angolo della sua villa. A riguardo, così scrive Lacagnirm: “per questo, nel mio giardino in campagna ho realizzato un angolo africano, dove una leonessa affonda le zanne nella giugulare di un bufalo in una presa mortale, una gazzella vigile osserva lontano, delle anatre planano dolcemente e uno stormo di uccelli vola alto nel cielo”.
Oltre alla produzione tipicamente esotica, Lacagnina si è profuso, magnificamente, in sculture a carattere religioso; infatti la sua spiritualità si incentra sulla contemplazione del Bambin Gesù, che viene donato all'uomo attraverso le mani di un angelo dal volto di donna africana; oppure, pensiamo alla maternità divina, che Lacagnina ha voluto rappresentare nelle forme, nei colori e nelle linee delle sculture africane.
Così scrive al riguardo questo artista di profondo pensiero artistico e di robusta fede: “per questo Gesù, dono divino all'umanità, nasce in una stalla, realizzata tra i ruderi di un vecchio tempio in una città araba, i Re Magi si muovono fra le dune; la maternità è una bellissima donna mediorientale”.
I soggetti scultorei, di cui parla Lacagnina, costituiscono l'interpretazione personale delle tematiche affascinanti del santo Natale di Gesù Signore; le modulazioni artistiche e i registri tematici di queste opere attingono, abbondantemente, alla formazione, alla preparazione tecnica e al retro terra naturale di questo artista.
La scultura di Nino Lacagnìna è, quindi, un'arte che suscita forti emozioni: emozioni di ogni tipo, sentimenti di fortezza, tristezza e di letizia: ...così, il linguaggio plastico delle opere di questo scultore si fa poesia, si fa racconto di se, diventa diario della storia di grandi e sconfinati paesaggi interiori e di sentimenti contemplativi sulla vita e sugli uomini: "una coppia di neri', lui un possente guerriero e lei una dolce compagna, magnifica nelle sue forme, fa mostra di se”.
In queste parole del nostro scultore cogliamo un compiacimento artistico dinnanzi ad una sua opera, che rivive immagini che rimbalzano forti dalla profonda infanzia; ci dice, ancora, sulla forza delle emozioni, facendo un riferimento alle vicissitudini tristi della vita, che 1 'uomo, dinanzi al dolore del sicuro disfacimento, è come un guerriero africano "che combatte... la sua battaglia senza scampo con dignità. Egli, con il petto nudo attende il colpo finale senza paura (il braccio che sostiene lo scudo è disteso, senza difesa). Davanti a lui, piegato, ma non vinto, sta karem', la pietosa, con gli occhi vuoti e le mani unite, in attesa ".
Il pregio delle opere scultoree di Lacagnina è, quindi, da cogliere pure in questo alone di poesia e di incanto esotico che le avvolge tutte e, quando ci incontriamo con questa singolare produzione artistica, scaturiscono in noi solo potenti emozioni, sogni mai sognati, pensieri mai pensati, contemplazione di mondi mai esplorati: "emozioni, solo emozioni, - dice, poeticamente, Lacagnina - come quelle che nascono davanti ad una danzatrice thailandese, paludata da meravigliosi indumenti, finemente lavorati e colorati, che lasciano libere solo le braccia e le mani, le cui dita sono arenate all'indietro, in modo inverosimile per noi occidentali.
Che dire delle leggende... emozioni! “La fanciulla e il delfino” racconta di un delfino del Rio de/le Amazzoni, nello Stato brasiliano di Manaus che, nelle notti di plenilunio, si trasforma in un bellissimo uomo che va ad amare la più bella fanciulla del villaggio (umana fantasia popolare, che salva la dignità della fanciulla e di suo figlio che viene adottato dall'intera tribù)”.
Ecco questo ricco patrimonio culturale e spirituale di Lacagnina che anima queste stupende sculture, che, per essere amate ed apprezzate, debbono essere silenziosamente contemplate con quello spirito intenzionale di voler penetrare nell'universo esotico di questo artista unico e singolare.
Miti e cultura africana supportano l'ideale artistico di questa ricca produzione di uno scultore filosofo e appassionato, taciturno e dimesso, discreto e focoso.
In questa ricchissima antologia esotica "c'è anche Isabò' che, per una maledizione non vede più le sembianze umane del suo amato Navarro' (anche lui ha lo stesso tormento nei riguardi di lei) perché, al calare del sole, lui diventa un lupo privo di memoria umana, ma sempre attratto da lei che, al sorgere del sole, quando il lupo cede alle sembianze umane, si trasforma in falco e vola alto nel cielo”.
Alla luce di tutto questo occorre concludere che tutte le opere di Nino Lacagnina vengono partorite nella loro elegante plasticità e nel loro sobrio cromatismo da forti emozioni, da sensazioni di alto livello lirico e da pensieri pensati e contemplati dall'artista nella anamnesi nostalgica della sua natalità.

