Sculture
Biografia
Massimo Bertolini nato a Pisa nel 1957, si è diplomato in scultura nell'Accademia di belle Arti di Carrara(1981)con il Prof. Floriano Bodini.
Hanno scritto di lui:
Luigi Bernardi, Mario E. Martini, Raffaello Bertoli, Omero Biagioni, Dino Carlesi, Mario De Micheli, Anna Laghi, Vittoria Lapi Righetti, Nicola Micieli ,Jgor, Tommaso Paloscia, Dino Pasquali, Piercarlo Santini, Paolo Redi, Osvaldo Pavan, Liliana Di Ponte, Mario Rochi, Umberto Sereni, Raffaele De Grada, Ferruccio Veronesi, Michele Fuoco, Riccardo Ferrucci, Clizia Orlando, Paolo Levi, Giorgio Seveso,Giovanni Biagioni,Rossana Bossaglia,Emilia Nadial.
Segnalato “Bolaffi” per la scultura italiana 1984 da Tommaso Paloscia.
Segnalato “Eco d'arte moderna”a.1985 da Nicola Micieli.
ESPOSIZIONI PERSONALI
1984“Immagine come intuizione Balocchi e Bertolini”,Vicopisano(Pisa);
Pres. Tommaso Paloscia.
1986 “Sculture e dipinti”,Bertolini e Chiapello,Porto Ercole(Grosseto);
Pres. Luigi Bernardi.
1994 “I portali del passato presente e futuro” Glass-Tec'94,Düsseldorf, (Germania)
installazione commissionata dalla Robert Glass(azienda realizzatrice delle parti in vetro
della piramide inversa del Louvre);
1995 “Contro tutte le guerre”, Chiesa di S. Stefano, (Pisa);
installazione.
1997“Una scultura per Bariloche”,Istituto italiano di cultura D. Alighieri,(Argentina);
Pres. Osvaldo Pavan.
1998“L'ispirazione e la forma”, personale, galleria Blue Chips, (Lucca);
Pres. Mario De Micheli e Omero Biagioni.
1999“Espressionismi”,galleria Pegaso,Forte dei Marmi(Lucca);
Pres.Omero Biagioni.
2000“I Servitori”, galleria Il Platano,(Asti);
Pres.Tommaso Paloscia.
“Terrecotte”, personale, giardini S. Francesco,Asciano (Siena);
Pres.Dino Carlesi.
2001 “Presenze e portali”,personale,galleria Studio 10 ,S.Martino
d'Argine(Mantova);
Pres.Dino Carlesi.
2002 “Sculture e disegni”, galleria del Borgo, Vignola (Modena);
Pres.Raffaele De Grada.
“Le Porte del Sogno”, galleria d'arte Palazzetto Alamanni,
Montevarchi (Arezzo);
Pres.Riccardo Ferrucci
2003 “Linea di confine”, galleria Factory (Livorno);
“Sculture 2002-2003” , chiesa di S.Lorenzo(XI-XII) Tigliole, (Asti)
Pres.Clizia Orlando e Riccardo Ferrucci.
2004 “L'uomo immobile”galleria Cabiria, (Asti );
Pres.Giorgio Seveso.
Disegni Galleria Sztuki Wspòtczesnej, Opole, (Polonia);
Pres.Raffaele De Grada.
Realizza il bozzetto per il monumento “Il Servitore Della Pace”.
Nell'ambito del festival “Sete Sois Sete Luas”,
in collaborazione con fondazione Piaggio, l'Istituto italiano di cultura di
Lisbona, la galleria d'arte moderna Sociedade Nacional de Belas-Artes (Lisbona)
e il centro culturale Josè Saramago di Castril della Peña, (Granada),
realizza una mostra itinerante:“Attraverso porte in invalicabili”
tratta dall'opera “L'anno della morte di Riccardo Reis”
del premio Nobel Josè Saramago;
Pres .Rossana Bossaglia ,Emilia Nadial, Giovanni Biagioni e Riccardo Ferrucci
.
2005 “Archivisti”sculture e disegni ,Marano sul Panaro,(Modena);
Pres. Raffaele De Grada .
Archivisti della memoria Terme di Casciana , Casciana Terme ( Pisa ) ;
Pres.Paolo Levi
ESPOSIZIONI COLLETTIVE
1979 Rassegna internazionale di scultura “Celebrazioni Pietro Tenerani”, Carrara (Lucca).
1980 “La scultura e il suo disegno” galleria Shop-art, (Milano);
Pres. Luigi Bernardi.
IV Biennale di scultura di Arese, Villa Reale di Monza (Milano).
1981 “Giovani presenze artistiche in Toscana”,galleria d'arte moderna,
Forte dei Marmi (Lucca);
Pres. A.Del Guercio.
“ Scultura d'immagine”,Certosa di Pisa e Castello di Castruccio, Sarzana (La Spezia);
Pres.Mario De Micheli.
1982 “ Disegno e piccola scultura”,galleria “Il Minotauro”,(La Spezia);
Pres.Mario De Micheli.
“ Scultura d' immagine”, galleria Il Tempietto, (Brindisi);
Pres.Mario De Micheli.
Rassegna di scultura “Città di Ingolstadt”,Repubblica federale Tedesca;
Pres.Luigi Bernardi.
“ Centro Comunale d'arte la Pescaiola”, comune di S.Giuliano Terme(Pisa);
Rassegna pisana, galleria d'arte Macchi, (Pisa);
Pres. Enzo Carli.
“Giovani presenze artistiche in Toscana”, galleria d'arte moderna, Forte dei
Marmi (Lucca);
Pres. A. Del Guercio.
1983 “Image nouvelle generation”galleria Du Rhin,Colmar (Francia) ;
Pres.Nicola Micieli.
“Memoria dell'uomo”,Villa Pacchiani ,Santa Croce sull' Arno (Pisa);
Pres.Nicola Micieli.
“Forme nel verde ”,10 proposte per un paese antico,S. Quirico d'Orcia (Siena);
“Scultura a Pisa nel secondo novecento”, Villa Federighi ,S. Giuliano Terme (Pisa);
Pres. Nicola Micieli.
1984 “Scultura d' immagine”,galleria Il Tempietto,(Brindisi);
Pres.Mario De Micheli.
“Il potere dell'immagine come disciplina visiva”,Pontassieve (Firenze);
Pres.Dino Pasquali.
“Rassegna degli artisti pisani”,Abbazia S.Zeno(Pisa);
Pres. Nicola Micieli.
“Giovani presenze artistiche in Toscana”galleria d'arte moderna,
Forte dei Marmi (Lucca);
Pres. A.Del Guercio.
“Giovani scultori in Toscana”,Palazzo Solaini (Volterra);
Pres. Pier Carlo Santini.
“Scultori a Sarzana”Palazzo Berghini ,Sarzana (La Spezia);
Pres.M. De Micheli.
1985 Biennale d'arte sacra, Magazzini del Sale (Siena);
“Bertolini, Galligani, Lepore”,galleria La Soffitta, Colonnata,(Firenze);
Pres. Dino Pasquali.
1986 “Notizie d'arte dall'Etruria marittima”,Castiglione della Pescaia (Grosseto);
Pres. Anna Laghi.
“Biennale di scultura di (Asti);
Pres. Mario De Micheli.
Terza Biennale Nazionale di scultura,Palagio Fiorentino,Stia,(Arezzo);
Pres. Tommaso Paloscia
1987 “Simposium della scultura”, Aqui Terme(Asti);
“Arte in vetrina” via Roma, (Torino);
“Poggibonsi arte”, Poggibonsi (Siena);
Pres.Nicola Micieli.
“Scultura del 900 seconda e terza generazione”galleria Berman,(Torino).
1988 Galleria Malavarca, New Jersey (U.S.A.);
“Gli artisti della galleria” galleria Archivolto,Asti;
Pres. Clizia Orlando.
1989 Collettiva, galleria Berman, (Torino);
Collettiva, galleria Il centauro (Pisa).
1990 Collettiva, galleria Blue Chips ,(Lucca);
Medaglia per il nono centenario della Pieve di Calci,(Pisa).
1992 Arte Fiera di Bologna,presentato dalla galleria Blue Chips di (Lucca);
1994 Expò Arte Bologna, presentato dalla galleria Blue Chips di(Lucca);
“20 scultori ricordano Pier Carlo Santini”,Fondazione Raghianti ,(Lucca);
“Koinè '94 Arte Sacra”,(Vicenza).
1995 “Presenze”,- Assessorato alla cultura di S. Martino dall''Argine- mostra personale
curata dalla galleria Studio 10,(Mantova).
1996 Realizza il bozzetto per il monumento “Redenzione sociale”,per i giardini
A. Solarino , (Pisa);
1997 “Bilden und sculpturen A-Z, Kunst-Kontor,Hambourg (Germania);
1998 “Grafica contemporanea”,galleria il Sagittario,(Messina);
Arte Fiera di Bari, presentato dalla galleria Fantasio e Joe (Lucca);
Inaugurazione monumento “Redenzione sociale”, giardini Solarino, (Pisa);
Pres. Umberto Sereni.
“Sguardo sulla figurazione di fine millennio”Versiliana, Forte dei Marmi (Lucca);
“Espressionismi”galleria Pegaso, Forte dei Marmi(Lucca),
Pres. Omero Biagioni.
Critica
IL LORO SGUARDO PERCEPIVA L'UTOPIA
Per comprendere appieno la ricerca plastica e poetica di Massimo Bertolini bisogna, a mio avviso, approfondire l'essenza del personaggio.
Poeta della materia, è un sensibile creativo, melanconico interrogante, che sa coniugare l'essere artista con una costante inquietudine.
Questa lo porta ad indagare il mistero dell'oltre, a penetrare e illustrare l'invisibile, come nei casi della simbologia della porta mistica o dell'immagine dell'archivista: un personaggio nobile, simbolo della conservazione della Biblioteca Universale.
Massimo Bertolini, tramite una ricerca di indubbia originalità espressiva, è un raffinato pensatore, la cui ricerca plastica è affrontabile solo in chiave meditativa. Nel suo caso non esiste solo il canone del bello', ma anche dell'impossibile che si fa visivo, tramite un costante gioco allegorico, a cui noi dobbiamo attenerci per allargare il nostro campo spirituale.
La sua è una simbologia narrativa fine a se stessa, che si pone all'opposto dell'irrazionalità onirica dei surrealisti storici.
Ogni composizione tridimensionale, di grande finezza cromatica, è un totem di personaggi, di pile di volumi, di porte (saranno quelle dei cieli o della casa interiore?), con una precisa funzione razionale, narrativa, che si svolge al di fuori del caos e della casualità.
Il nostro affabulatore è portatore di una simbologia disperatamente lucida. Ogni elemento figurativo narrante è ermetico, con una geometria visuale di bella ed essenziale architettura.
I suoi lavori in terra cotta policroma e in bronzo rappresentano l'attività di un pensiero che, volutamente, non cede all'esuberanza e alla fantasia sfrenata. Essi si svolgono all'interno della necessità di trovare un punto di unione, di tenuta, tra l'orizzonte astratto della solitudine dell'uomo kafkiano (l'archivista di Bertolini potrebbe, infatti, finire sotto processo o non essere ricevuto al castello) e la verticalità della porta mistica che, a volte, è socchiusa per lasciare penetrare un fruscio di vita.
Come pensiero, Massimo Bertolini approfondisce l'area dell'inconscio, che diviene plasticità tangibile, ma anche una sorta di simbologia dell'avvenimento.
Egli è un pensatore che si esprime tramite una ricerca garbatamente tridimensionale, completata da cromia, un intellettuale della materia dall'ego narrante introspettivo, che fonde, in ogni lavoro, la sfera materiale con quella spirituale.
Le composizioni plastiche, idealmente simili, Sulla porta e Servitore sono emblemi della verità' indimostrabile. La misteriosa sostanza metafisica delle due opere si esprime attraverso il rapporto volutamente ambiguo tra il personaggio, in bronzo scuro, esistenzialmente assente, e la simbolica barriera in travertino biancastro alle sue spalle. L'unica differenza tra i due lavori, è che la scultura Sulla porta esalta il travertino, separato in due blocchi, in una simbolica fessura di luce, quasi un'attesa.
Sono lavori, certo, di pensiero, ma anche di notevole artigianalità, dove spesso il tutto tondo gioca un ruolo scenografico di gradevole efficacia.
L'importanza di tutte queste sculture in terracotta, travertino e bronzo nasce da una felice manualità, rigorosa e libera. La capacità di questo scultore pisano è di saper esaltare un modello essenziale, e di dare forma ad immagini che si conciliano costantemente ed emblematicamente nel rapporto tra la forma umana e il pensiero.
Tutti questi attimi arcani posti gli uni accanto agli altri, formano un Labirinto di porte aperte e chiuse, di personaggi maschili e femminili, i quali più che attendere un salvifico filo d'Arianna, aspettano un improbabile Godot.
Sono significative in questo caso le suggestive terrecotte policrome come L'abbraccio sulla porta violata, Il rimprovero, Le rovine.
Massimo Bertolini è artista troppo colto per non sapere quale sia la differenza tra il bello fine a se stesso e il contenuto mercuriale elaborato.
A differenza dei surrealisti storici, più che un messaggero di sogni ingannatori, egli è un fabbricante di simboli, di figure maschili essenziali coniche, in terra cotta deliziosamente policroma (una cromia che rende vibranti le scanalature della materia) da cui sortiscono mani inquietanti senza braccia.
Massimo Bertolini presenta ogni volta rituali di uomini con pile di volumi, porte-totem che annunciano prigioni o libertà umane assolute, raffigurazioni con una propria razionalità, mai futili.
L'equilibrio formale perfetto, dove il simbolismo si coniuga con una leggera ironia, lo scopriamo appieno nella scultura La memoria dispersa, figura leggera di donna che regge sul capo un libro e alle cui spalle appaiono due porte semiaperte.
Massimo Bertolini, in questa
opera dalla plasticità essenziale, è un avertisseur, come direbbe André Gide, che porge una situazione squisitamente essenziale, esasperata tramite l'espressività statica della fanciulla.
In queste prove costruttive, lo scultore pisano dona sempre il meglio di sé, cosciente che se noi posizioniamo queste strutture tridimensionali fuori dalla luce abbagliante, notiamo come il gioco nella penombra le renda ancora più espressive.
In queste sculture fuori dal tempo e dalla storia, egli usa con sapienza la propria artigianalità, creando identità illusorie, di anonimi personaggi che si lasciano alle spalle una porta prigione, ma che di fronte hanno l'infinito, in quanto il loro sguardo si rivolge verso uno sperduto altrove di cui forse non colgono ancora pienamente le implicazioni.
Luglio 2003 PAOLO LEVI

