Sculture
Biografia
Scultore, pittore, architetto, e filosofo.
Francesco Marino, in arte Marino di Teana, è nato nel 1920 a Teana (PZ), dove nell'infanzia visse le esperienze di pastorello e nell'adolescenza quelle di apprendista muratore. Nel 1936 emigrò a Buenos Aires e in questa città ben presto diresse cantieri edili durante il giorno e la sera frequentò i corsi della Scuola Politecnica Emilio Salgueira'. Nel 1945 s'iscrisse alla Scuola Superiore delle Belle Arti Ernesto de la Cárcova di Buenos Aires e nel 1949 vi conseguì il titolo accademico di Profesor Superior. In questa stessa scuola gli fu subito offerto l'impiego come professore, ma dopo aver rinunciato al posto sicuro volle far ritorno in Europa per incontrare direttamente quell'arte che in Argentina aveva potuto studiare solo sui libri.
In Argentina aveva vinto premi in pittura e scultura.
Nel 1953 si stabilì a Parigi. Qui visse esperienze formative culturali con artisti, musicisti, scrittori, filosofi e poeti di fama internazionale, come Le Corbusier, Giacometti, Brancusi, Arp, Zehrfuss, Bernstein, H. Moore, A. Pvsner, V. Vasarely, R. Mortensen. S. Delonay, M. Seuphor e numerosi altri, e portò a termine un'appassionata ricerca sullo Spazio, riportata nel suo saggio El Hombre y el Universo Móbil Logica Trinitaria, tradotto in francese con il titolo L'Homme et l'Univers mobiles - Logique triunitaire e in inglese, anche se rimasta inedita, da Norbert Jay a New York con il titolo Man and the Universe in Flux.
L'arte di Marino è concepita in funzione della sua ricerca sullo Spazio energetico che, ha lo stesso valore della massa. La sua teoria della Logica triunitaria, già in embrione a Buenos Aires, ufficialmente è nata nel 1954 a Parigi sull'Explanade du Trocadéro, nei pressi del monumento equestre del maresciallo Foch. Sezionando il cavallo in due metà simmetriche, lo spazio circola dinamicamente fra i due elementi mantenuti uniti e non separati dallo spazio secondo l'equazione 1+1=3, vale a dire (1, la 1a metà cavallo+cavallo-spazio+la 2a metà cavallo) = 3 la triunità.
Soprattutto come scultore e urbanista Marino si è imposto all'attenzione della critica artistica. Con i suoi plastici della città del futuro egli propone una nuova urbanistica: la città-scultura nella quale l'uomo può vivere in spazi organizzati e funzionali nel pieno rispetto della natura. Come scultore costruttivista egli anticipa per molti versi la contemporanea architettura-scultura. I suoi plastici della città-scultura del futuro sono custoditi presso la Moderne Galerie des Saarland Museums di Saarbrücken in Germania.
Nel 1989 Marino è stato invitato a dare il suo contributo di artista e urbanista all'Ecole Nationale d'Art, 7° Atelier d'Eté - 1989 di Cergy-Pontoise, dove erano intervenuti studiosi da undici nazioni e da sedici università in merito ai problemi urbanistici, alla sistemazione, al risanamento, alla viabilità ecc. del 5° Quartiere di Cergy. In quella occasione J.-P. François e Hervé Dressen produssero il servizio audiovisivo “Axiomes plastiques de Marino di Teana” presso l'Atelier d'Été a Cergy Pontoise
Marino è stato professore di architettura alla Scuola americana delle Belle arti di Fontainebleau per venticinque anni.
L'8 ottobre 1997 è stato invitato al 27° International Symposium of Arts, Academy of Arts di Seoul (Rep. di Corea) quale rappresentante dell'Europa ed ha tenuto lì conferenze sull'arte.
Esistono diverse monografie su di lui in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano.
Critica
"L'Arte è la città. La città è l'Arte.
Arte e Architettura sono inseparabili"
"Un quadro, un affresco arricchiscono la casa e la sua architettura.La scultura, che fa parte di un insieme significativo, arricchisce la città e la sua architettura"
"Quando si getta lo sguardo dal Louvre all'Arc de Triomphe, sono la piazza, le sculture e i monumenti situati negli angoli nevralgici che conferiscono il valore artistico e significativo a questo insieme. Se si levano i cavalli dell'Arc du Carrousel dalla prospettiva, essi perdono la loro bellezza. Restano un corpo senza anima"
L'arte non è una semplice pennellata su un quadro,
né un ninnolo su un piano. Di Teana
Marino colpisce anzitutto perché in primo piano emerge in lui la componente umana prima di quella artistica. [
]. Il suo occhio percepisce in maniera differente dal nostro la bellezza nelle cose: sovente egli resta incantato là dove l'uomo comune resta indifferente. [
]. “Bisogna avere un occhio semplice per poter ammirare un sasso che gli altri calpestano. Se la semplicità è inte, puoi scorgerla nelle cose”.
Giovanni Percoco "Marino di Teana, Lo Spazio plasmatico"
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"Dalla più piccola delle sue sculture - sempre concepita come una proposizione plastica inedita - fino alla realizzazione monumentale in situ di alcune sue opere, che necessariamente raggiungono gli stessi principi dell'architettura, Marino di Teana non ha altro scopo che quello di equilibrare le forme che egli crea attorno alla spazialità del vuoto percepito intuitivamente come attivo.
Dominique Lebuhan - ARTCURIAL

