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Sculture




Biografia



Marco Fintina '73, Treviso.

Il miglior medio narrativo che ancora mi consente di articolare il tema della fede illusoria negli alti sentimenti di dignità, santità ed eroismo; è qualcosa di simile ad un personaggio-pupazzetto.

Il suo tono 'in minore' mi permette una considerazione più umana e diretta di certi stati psichici ed emotivi che nell'epoca delle grandi narrazioni religiose o dei grandi cicli epici (a tutt'oggi insostituiti) venivano oscurati dal valore soprastante del significato morale del racconto.
Ecco come i miei piccoli recuperi di quei racconti restano appesi come pelli svuotate, purchè ricordino almeno l'odore dell'animale. Fuori dall'impossibile verità di qualunque racconto essi esprimono un amore e una commozione per ciò che oggi è possibile solamente citare.
L'incapacità di credere in senso forte nelle grandi narrazioni partorite dall'umanità non esclude il comune bisogno di discendenza, di vicinanza, di convivenza con esse. Trasformare o diversamente mascherare i personaggi di un racconto non evita che esso si conduca con le sue eterne regole.
Ma è ciò che in questo lento condursi cambia impercettibilmente; e ciò che conduce a questo cambiamento che mi interessa. (2005)





Critica

“Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, fa' la ronda intorno a te stesso e sorvegliati bene, per modo che la tua immagine non perda splendore. (…) Se s'affievolisce o si spegne in te questo senso, allora viene a morire anche ciò che si era sviluppato in te. Questo è il mio pensiero in proposito”

Parole dello Starec Zosima, dai "Fratelli Karamazov"

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