Sculture
Biografia
BIOGRAFIA
Marcello Biagiotti è nato a Perugia nel 1940. Appassionato di pittura già negli anni giovanili, frequenta l'Istituto d'Arte "Bernardino di Betto" di Perugia. Comincia quindi a crearsi un suo personalissimo spazio espressivo nel panorama delle arti visive nazionali, gettandosi nell'attività professionale con uno stile tutto suo, che per modalità pittoriche e simbolismi tematici può essere accostato al surrealismo di Dalì e Tanguy. Sull'onda del crescente consenso di critica e pubblico partecipa alle più importanti manifestazioni artistiche nazionali ed internazionali e molte sue opere entrano a far parte di prestigiose collezioni pubbliche e private in Italia, Iugoslavia, Svizzera, Francia, Venezuela, Stati Uniti. Ai Concorsi e Rassegne cui partecipa, si distingue sempre, aggiudicandosi numerosi primi premi. Tra i più recenti si segnalano:
1° Premio "Mastro d'Oro", Fabriano - 1° Premio Concorso Nazionale "Città di Casapulla", Caserta - 1° Premio Concorso Nazionale "Città di Cave", Roma - 1° Premio Concorso Internazionale "Città di Colleferro", Roma.
1° Premio X° Rassegna Internazionale "Luigi Vanvitelli", Caserta: "Disegno lineare e pulito; pur nella difficile esecuzione di un tema sospeso tra il reale ed il surreale; dove il reale è rappresentato dalle figure umane ed il surreale dalla sintesi e dalle architetture anche sospese".
Per la sua attività artistica è stato insignito per due volte del Premio "Marc' Aurelio". Le opere più rappresentative degli ultimi 10 anni di attività artistica sono esposte in permanenza nella Galleria d'Arte Contemporanea che l'Artista ha aperto nel 1995 in via Bartolo 31, a Perugia.
Recenti Mostre Personali: "Al Tiranno", Isola Margarita, Caracas - Galleria "Il Riccio", Venezia - Galleria "Trianon", Bologna - Galleria "Art 2", Città di Castello - Galleria "La Meridiana", Verona - "Centro Culturale Artistico Aretino", Arezzo - "Mostra Retrospettiva", Perugia, Palazzo dei Priori - "Festival dei Due Mondi", Spoleto - "Accademia dei Benigni", Bertinoro, Villa Prati - "Salone d'Arte Contemporanea", Rimini - 3° Biennale d'Arte "Città di La Spezia", La Spezia - "Expo", Bastia Umbra - "Fiera Primavera", Genova - "dal '94 al '95", Piacenza, Pinacoteca - "Fondazione Battaglia", Milano - "Fiera d'Arte Padova", Padova - "Euro Art '95", Verona - "Javits Convention Center", Manhattan, New York - "Vicenza Arte '97", Vicenza - "Arte a Pordenone'98", Pordenone - "Associazione Culturale La Postierla", Perugia - Galleria "Il piccolo San Michele", Sirmione - "Fiera d'Arte Padova '98", Padova - Galleria "Cavour", Moncalieri - Galleria "Gaianigo", Vicenza - Galleria "Marano", Cosenza - "Fiera d'Arte Padova '99", Padova - "Fiera d'Arte Anconarte 2000", Ancona - "Fiera d'Arte Padova 2001", Padova - Galleria "Técne", Padova.
Nel 1987, in occasione del Centenario della nascita di Guglielmo Marconi e della 1° Mostra Mondiale sulla Storia delle Comunicazioni, il Comune di Gualdo Tadino, l'Ancis e la Confartigianato gli conferiscono l'incarico di realizzare il bozzetto della cartolina - annullo filatelico e lo invitano a presenziare all'intera Manifestazione con una sua Personale.
Bibliografia: "Bolaffi", Torino - "Il Quadrato", Milano - "Annuario Arte Base", Torino - "Pittori Italiani Contemporanei/Il Centauro", La Spezia - "Pittura e Scultura oggi/Panepinto", La Spezia - Casa Editrice "Alba", Ferrara - "Artis", Brescia - "Praxis artistica", Rimini - "L'élite - Selezione Arte Italiana", Varese - "Arte oggi", Cervia - "Arte" Mondadori, Milano - Annuario "Comed 2000", Milano. Hanno scritto di lui: V: Coletti - L. Cavallari - E. Buda - M. Darigo - L. Pandolfi Alberici - E. Varischi - M. Coletti - R. Ricci - G. Romiti - I. Marucci ed altri. Hanno parlato di lui i seguenti quotidiani: La Nazione - Il Tempo - Il Resto del Carlino - Gazzettino Veneto - La voce di San Marco - Paese Sera.
Critica
MARCELLO BIAGIOTTI: "Lo spazio onirico della pittura"
La pittura di Marcello Biagiotti è racconto fantastico, onirico, simbolico, e sempre di forte risentimento sensuale. Come tutti gli slittamenti sul piano della surrealta, nasce da una visione introspettiva: non tanto come ricomposizione o memoria del reale, ma come 'invenzione', scoperta di una diversa realta che pure diventa emblematica di tutta l'esperienza esistenziale e delle attese, delle speranze, dei desideri, dei fermenti che appartengono alla psiche, al mondo intimo, dove memoria genetica e memoria personale, anima collettiva e anima individuale costantemente metabolizzano elaborano e trasformano visioni, esperienze, sensazioni, sentimenti, intuizioni, premonizioni, facendo aggallare dal profondo nodi, sequenze, concatenazioni che hanno bisogno di manifestazione in qualche modo liberatoria. La fantasia produce sintesi formali, semplificazioni ed esemplificazioni narrative ricche di suggestioni, di significati ora piu espliciti ora piu reconditi, di modulazioni metaforiche di 'viaggi' e di atmosfere della mente e del cuore, dello sguardo e del sogno. La pittura, fin dalle origini, da sempre si puo dire, ha esplorato ed 'esorcizzato' l'inquietudine per le altre realta, per i mondi paralleli, cercando di dare visibilita , 'maschera', cioe personalita e carattere alle tensioni erotiche, mistiche, all'energia, al proiettarsi nel viaggio come percorso e come itinerario conoscitivo interiore. Essa e stata spesso, e lo e indubbiamente nell'arte di Biagiotti, specchio dell'anima sofferente e dunque non di rado traduzione di apocalittiche visioni, di conflitti esistenziali, ma anche dei voli delle fantasticherie dell'eros, dell'ascesi esistenziale e spirituale, di una 'levitazione' che nelle opere di Biagiotti si fa pensiero come isola-astronave che si stacca dalla terra madre o si offre alla percezione interna su livelli differenti, complessi, resi anche nella costruzione dei piani pittorici, o come esplosione di luce, di energia vitale simboleggiata spesso dalla donna e dal cavallo, o semplicemente dai movimenti di una indefinibile materia/luce atmosferica che prende forma, diventa volto, maschera, pensiero dominante. Non e un caso se in tempi cosi lontani (1976 e 2001) Biagiotti riprende il tema dei movimenti e mutamenti dell'inconscio che crea maschere, 'volti' ed esplora il 'mosaico' della memoria, delle conoscenze, degli spazi esistenziali (Era contemporanea: mosaico, 1979) che sembrano illuminarsi a intermittenza su ritratti, atmosfere, ricordi d'ambiente urbano o desertico, notturno o d'infuocato tramonto. Elemento distintivo dei suoi soggetti e indubbiamente il corpo, la sensualita del corpo, cioe non proprio come oggetto da contemplare quanto come materia che esprime tensione, energia, possibilita di modulazione, e di modellato anche (significative sono, al proposito, la sua passione per una scultura da plasticatore e le forme fortemente allungate che predilige nella manipolazione della creta e delle cere), come metafora della possibilita/necessita di dare all'uomo identita adeguata al tempo, allo spazio, alla cultura, al tipo di relazioni e al tipo di sensibilita piu diffuse o dominanti nel mondo in cui vive, caratterizzato sempre di piu da una molteplicita di variazioni, cambiamenti, rimesse in discussione. E in effetti il sentimento che spinge un artista verso il surreale e sempre un sentimento di inadeguatezza della realta sensibile in rapporto alla ricchezza della realta intima e delle sue aspettative, cosi che nascono e crescono il desiderio del viaggio, l'esigenza della scoperta dell'ignoto (inconscio), di nuova misura, di nuova armonia. Viaggiare significa sempre incontrare uno spazio incognito, esplorarlo con gioia, se possibile, o con ansia, ma sempre con aperta curiosita e disponibilita di ricerca e d'incontro con l'altro, con il diverso. L'immediata correlazione tra i viaggi all'esterno e i viaggi nel mondo interiore e il substrato dei quadri di Biagiotti. Ecco allora il tema frequente della 'genesi', sia nell'eloquente figura della nascita 'ab ovo', sia nell'indugio tematico erotico, nelle soste sulle forme della seduzione, nella levigazione pittorica del nudo femminile che, nella cura meticolosa della definizione della silhouette prolunga memorie di gesti, di contatti, di emozioni. la 'levitazione' come perdita di peso e di urgenza del reale e lo spiazzamento del sogno sul piano dell'imponderabile, della risonanza immaginativa, del fervore dei sensi che dilatano la percezione in uno spazio e in un tempo altri, come per evidenziare spaccati di comprensione e di partecipazione e, insieme, l'emergere dell'esperienza vissuta o desiderata come evento individuale e straordinario che si stacca dalla 'omologazione', dall'appiattimento e omogeneizzazione operata dai mezzi di comunicazione di massa.
I colori intensi e saturi, per ampie campiture che assorbono l'attenzione e al tempo stesso sollecitano un forte senso di spaesamento e un'inquietudine percettiva di attesa di accadimenti, tra emergenza e profondita, tra appartenenza e distacco, mirano appunto a isolare ancor piu la traduzione pittorica dalla normale realta sensoriale, per indurre a una riflessione tutta verso l'interno, a un ascolto delle molte 'voci di dentro' come ulteriore arricchimento della gamma di emozioni visive finalmente liberate dai normali riferimenti logici e oggettivi.
La materia (colore) e lo spazio (collocazione e determinazione delle figure) e stilizzazione simbolica della forma del racconto campiture, isole, orizzonti) sono dunque caratteri specifici del complesso narrare di Marcello Biagiotti, un narrare intorno all'uomo e alla donna di oggi, che sente il bisogno del contatto diretto con la materia ora nella costruzione di 'livelli temporali' di racconto pittorico, oppure nella manipolazione plastica che insiste - quando si libera da certi echi di ironia deco (Primavera) - sulle tensioni e vibrazioni della forma nella luce e sul dialogo interno/esterno, corpo (guscio, veste, modularsi incerto della forma) e anima (spiritualita, trasparenza, slancio energetico e armonioso).
Giorgio Segato - Padova, agosto 2001

