Sculture
Biografia
Come si diventa artisti? I percorsi sono solitamente i più svariati, e non sempre porsi l’arte come obiettivo aiuta a raggiungere lo scopo, anzi quasi mai. Sicuramente Flavio Favaro (nato nel 1968 a Chieri) aveva maturato in cuor suo, in giovinezza, una forte passione per il disegno, l’aerografo, il talento personale per la riproduzione dal vero, ma le vicende della vita, l’eredità di un’attività commerciale creata dal padre e ben avviata, hanno giocato verso un’alternativa… Ecco che, partecipando a fiere di paese proprio per lavoro (la ditta Favaro & C. vende macchine agricole e attrezzature per il giardinaggio), Flavio è colpito da dimostratori che, “armati” di motosega, forgiavano il legno per creare ad esempio, in pochi minuti, un pino stilizzato, o qualche animale selvatico. Ci dice: “Sono stato folgorato dall’universo di creazioni artistiche realizzabili con uno strumento da me considerato alquanto rozzo e limitato, così ho provato anch’ io a creare qualcosa...” Flavio accetta la sfida, prova, s’informa. La scultura con la motosega nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni ’50 e si diffonde, come oggi qui in Italia, proprio nell’ambito delle esposizioni fieristiche di attrezzature per il taglio degli alberi. Parallelamente si sviluppa come autentica forma d’arte, tanto che oggi grandi artisti in tutto il mondo si cimentano con questo stile, arrivando poi a diversi livelli di rifinitura.
Facile per chiunque trovarlo ad Arignano, Borgo Cremera 33/a
(provinciale Chieri-Castelnuovo D.B.).
Tel. 011 9462239 – 011 9462443
Critica
Insieme all’arte ecco anche la competizione, veri e propri campionati con gare a tempo, a tema o di rifinitura. Flavio Favaro sceglie di esprimersi in senso figurativo, riproducendo soprattutto animali, tra i primi una splendida aquila che spicca il volo… A febbraio 2007 Flavio Favaro partecipa, unico italiano invitato espressamente a rappresentare il nostro Paese, all’8° edizione del “Ridgway Rendezvous”, in Pennsylvania USA, dove centinaia di scultori armati di motosega hanno dato il via ad un grande concorso (ciascun artista doveva donare un’opera che sarebbe stata messa all’asta, il cui ricavato veniva poi devoluto in beneficenza). Ciascuno scultore forgia con la sua macchina un pezzo di tronco grezzo: il legno da lavorare è ancora verde, la motosega deve seguire la fibra, basta un piccolo errore per mettere tutto a repentaglio… Flavio realizza una delle sue splendide aquile, questa volta brunita con il cannello, e quindi un eccentrico cavaliere crociato, “tirato fuori” dal legno come da un racconto fantastico. Ma il Rendezvous è stato anche per Favaro un’occasione preziosa di confronto, uno stimolo a percorrere nuovi stili, un momento indispensabile per condividere la sua grande passione con altri artisti di tutto il mondo. Oggi Flavio si divide tra il lavoro in azienda e la scultura con la motosega, pronto a realizzare i desideri di appassionati di questo genere d’arte.

