Sculture
Biografia
Nato a Reggio Calabria, il 13/02/1971, ha frequentato gli studi artistici a R. Calabria, diplomatosi in Scultura nel 1992. Dal 1992 al 1996 ha insegnato presso le accademie di Belle Arti di R. Calabria, Roma e Catania; assistente di scultura nel 1997 all'accademia di Frosinone, attualmente è assistente di scultura presso l'accademia di Belle Arti di Napoli.
Ha partecipato intensamente a concorsi e mostre collettive in Italia e all'estero tra cui:
1989 "Itinerari Mediterannei" - Premio "Grand Prix Mediterranee" - Accademia d'Europa - Castel dell'Ovo - Napoli
1990 Biennale Calabrese-Monterosso Calabro (CZ) - Premio "Grand Prix Mediterranee" - Accademia d'Europa Napoli
1991 Mostra allievi accademia di Belle Arti in Grecia (Isola Leucade) - Premio "Grand Prix Mediterranee" - Accademia d'Europa - Castel Angioino - Napoli
- Concorso Internazionale di scultura su pietra "Fare arte in Sardegna" Quartu S. Elena (CA).
1992 Biennale Calabrese-Monterosso (CZ) - Premio "Grand Prix Mediterranee" - Accademia d'Europa Napoli
-Mostra Didattica accdemia di Belle Arti (RC)
-Concorso Internazionale di scultura su pietra "Fare arte in Sardegna" Quartu S. Elena (CA).
-Installazione di una scultura presso la P.zz Tipoldo (ME)
-Concorso Nazionale di scultura "Adriano Petrocchi" Castello Savelli Palombara Sabina (Roma)
1993 1° Rassegna d'arte Città di Alì Terme (ME)
-Concorso Nazionale di scultura "Giuseppe Mazzullo" Comune di S. Marina Salina, Comune di Taormina
1994 - Concorso Nazionale di scultura "Giuseppe Mazzullo" Comune di S. Marina Salina, Comune di Taormina
-Busto "Cesare Pavese" Comune di Brancaleone (RC) collocato nella piazza omonima nel 1997.
1995 - Collezione d'arte Scuola Media "Vitrioli" Reggio Calabria
- Collezione d'arte Contemporanea "Tracce di Memoria tra Segni e Forme" Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria
-Mostra didattica accademia di Belle Arti di Reggio Calabria
Collettiva "Giovani Artisti"
-"Presenze nascoste nel Paesaggio Mediterraneo" Saline (RC)
Biennale d'Arte Siciliana S.Agata di Melitello (ME)
Bassetto Ferentino Premio Nazionale di Scultura Pittura Grafica "Ferentinum 95" Ferentino (FR)
- Concorso Nazionale di Scultura "Giuseppe Mazzullo" Comuni di S. Marina Salina. Taormina e Graniti
1996 Collettiva Giovani Artisti "Donna e Mediterraneo" Saline (RC)
-Manifestazione Nazionale Pro A.I.L. "Trenta ore per la vita" (27-28 settembre)
-"Sinestesie e corrispondenze su Boudeleire sul Matauro" Comune di Taurionova (RC) 14-22 Dicembre.
1997 "Arch-Art" Collettiva Pittura Scultura e Grafica (Organizzata dal Gruppo D.N.A.) RC.
"Arte e Musica" 1° Mostra-Concorso Oasi Club (Organizzata dal Gruppo D.N.A.) RC
-Concorso "Omaggio a Caravaggio" Roma
-Organizzazione Mostra Allievi di scultura Accademia di Belle Arti di Frosinone Ceprano (FR)
-Colletiva d'arte grafica - pittura - scultura. Antibes (Francia)
Premio "Calabria America 97" Gioia Tauro (RC)
-Collettiva d'arte "Quattro pro-vocazioni creative in cornice dis-orientante" Palazzo Ser Gianni Caracciolo, Sala Lazzaretto, Napoli
-Realizzazione Trofeo per il "premio Calabria Cultura e Turismo"
-Manifestazione Internazionale di Arti e Lettere Reggio Calabria
-Tracce Mediterranee" spazio Aperto all'Arte a cura di Ester Milano. Fiera del Levante 29-11/08-12-97 Bari
-"Nostos" Art Exibition of Picture, Sculpture and Photograph. Museo dell'Università di Atene 10-15 Dicembre
1998 - "Il volo di Psyche" installazione di Filippo Malice ed Enrico Moleti a cura di Angelo Calabrese. Presso il GIFFAS Bagnoli (NA) 29 maggio.
-"In Dies" installazione e mostra, a cura di A. Calabrese. Chiesa Madonna delle Grazie-Vitulano (BN)
-"Limina artist" Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.
-"Carpe Diem" personale di scultura-organizzata dal Premio Calabria Cultura e Turismo98. Sede APT Reggio Calabria
-"Tracce di Filippo Malice" CD ROM Realizzato dalla (MCD Service)
-"Natività" S.Giorgio del Sannio (BN)
1999-Installazione di sculture - Video Clip Musicale - "Poeti Onirici"
-Inserimento fotografico su catalogo "Premio città di Avellino" 5° Edizione
-"Pro-porre-semi" collettiva di arte visiva a cura di A. Calabrese
-Palazzo Vangeli - Sala delle esposizioni
-"In forma di tracce" scultura contemporanea a Montedoro (Caltanissetta)
-Cento opere per una collezione "Aspetti dell'arte del Novecento a R. Calabria.
-"Il giorno e la notte" torretta Nervi - R. Calabria
"Biennale d'Arte 2000" Monterosso Calabro
-Exposiciòn de Scultura - Fiera de Muestras de Zaragoza (Espana)
Critica
Centralità e Progettualità di Angelo Calabrese.
La scultura come evidenza di un'astrazione, che viene intuita in raccordo con un richiamo di forte allusività, finisce col proporre un'integralità sintetica, con suggestioni remote e primitive, visibilizzando un processo di elementarizzazione, che diventa, al presente, tensione alla classicità.
Questo aspetto dell'arte che recupera e rivitalizza, che riconverte ciò che trova usurato dagli elementi naturali, (che, comunque, contribuiscono allo sperpero del "reperto"), o espressamente rifiutato dal consumismo, sfugge a chi si affanna a radicalizzare il senso del ready made, senza tener conto che l'elementerietà compositiva evoca significati. In tal senso lo spazio dialettico della classicità trova riscontri evoluti nell'attualità.
Andare in traccia di reperti è sempre una sfida e chi se ne serve, o banalizza il discorso giocando con delle ridondanze che alludono al dato naturalistico, o propone un pasticcio che non sta nè in cielo nè in terra.
Se invece l'opera d'arte non contraddice la natura e filtra storia e psiche, in altri termini le ragioni del sentimento universale, della spiritualità che non rinuncia alla terra, allora la riflessione esistenziale diventa evocazione- progetto e si può lavorare per il nuovo.
C'è speranza addirittura di uno stile che in nuova centralità sappia meglio vedere le cose.
Picasso seppe vedere il proprio tempo in prospettiva: ebbe questo merito perchè intuì l'uomo come permanenza di un concetto identificativo e le cose come mutabilità, perchè nel tempo acquistano altri significati.
Se pensiamo a quel liquido puzzolente e odiato che poi nell'era del motore è diventato il venerato petrolio, il concetto si chiarifica.
L'uomo è maestro nel risignificare le cose, altro che "bello e fatto", perchè trovato 'bello e pronto".
C'è tutto in tutto, e non è un'esagerazione se pensiamo alla complessità dell'universo cui la scienza, la fisica subatomica, ci ha insegnato che le particelle subnucleari ne generano altre da cui sono a loro volta generate. Altre volte abbiamo parlato di bootstrap verificato in arte e, quindi, se parliamo di Filippo Malice, non ci stupisce la sua creativa manualità, che lo fa attento alla classicità cui abbiamo fatto cenno e al ri-conoscimento di quanto di "visibilmente" umano, o interpretabile a livello di naturalità esistenziale, c'è e sonnecchia in attesa che i nostri sensi lo risveglino.
La mutabilità delle cose consente l'intervento energetico che esprime-estende una vocazione alla forma, alla resa dell'immaginario archetipo.
Si tratta di intuire fin dove si può spingere il coinvolgimento con i momenti di transito, di trans-formam-actionem dell'adeguamento di linguaggio. Filippo Malice sa farlo: segue un'istintiva poetica che gli consente risultati pregevoli, soprattutto perchè egli non abusa dei materiali.
E' la sostanza dell'interdisciplinarietà che può a buon dritto approfondire il discorso critico. Se Malice ha scelto "quella" pietra e non un'altra, se ha intuito la presenza in "quel" pezzo di legno, se ha risignificato "quei" prodotti industriali e lo ha fatto con la competenza della professione e con la creatività entusiastica gioiosa, ironica o aggettivata come ci pare e piace, come leggere i suoi guerrieri animati da armi da tavola imbandita, le quotidiane posate?
Esse sono vere e proprie armi d'una battaglia che si ritualizza in sociale identificazione comportamentale: necessità d'uso E galateo congiunto, non ricordano forse la armi del torneo con le loro regole?
Psiche gioca, e inventa, e ritrova connessioni per evocazioni Le posate sono organiche al corpo umano; si adattano alla mano e alle conformazioni degli organi con i quali hanno dimestichezza. La funzionalità, la geometria evidente, le notazioni scientifiche fanno il resto ed è l'insieme di intelligenza creativa, di intuizione evocativa, di sapienza della mutabilità de significati delle cose a fare il resto. Ma ci vuole arte, ci vuole gioia di vivere, ironia, coscienza di centralità idillio con la scoperta del nuovo che è piacere di conoscere. Filippo Malice ha il dono di gioire della vita e quella saggezza si trasforma in un gioco che ricostruisce per progettare. Malice usa i materiali più disparati in onore del tempo della continuità.

