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Sculture




Biografia

Sono nato a Genova nel 1981. Quando ero bambino amavo disegnare, già volevo studiare arte.

Nella mia infanzia ho avuto modo di crescere in un ambiente artistico grazie alla vicinanza con gli artisti del “Teatro del Phanico” di cui il più noto è Enzo Carioti

Mi sono iscritto al liceo artistico per imparare a disegnare, la scultura non mi piaceva, i primi anni. Non era matura in me la sua visione.

Il terzo anno ho avuto come professore lo scultore Francesco Cento. Mi ha trasmesso il suo amore e la sua passione per la scultura. Lui è il mio unico maestro di scultura. Altri mi hanno insegnato, ma lui è l'inizio. Ne testimone un piccolo totem in legno di cipresso, la mia prima scultura personale.

Da questo ha avuto inizio la mia ricerca concettuale e formale in scultura. Negli anni di accademia sono passato dalla figurazione all'astrazione, sviluppando sempre tematiche legate agli archetipi e agli elementi, semplificando costantemente le soluzioni formali.

Ho potuto apprendere la scultura da Pier Giorgio Balocchi e da Francesco Cremoni (docenti dell'Accademia di Belle Arti di Carrara) e ho potuto apprenderla dai miei compagni di corso, scultori esperti, venuti in Italia per avere altre carte in mano. Ringrazio della sua amicizia e vicinanza per questo Dan Istrate (vedi "Risonanze").

Ho conseguito la laurea in scultura nell'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2005.

Dal 2001 sono maestro di Reiki. Questo evento è la chiave della mia vita, la terra fertile in cui tutto ciò che sono affonda le sue radici. Penso di poter affermare che non esiste un istante senza che io pensi, almeno inconsciamente a Reiki.

Su questo sito non parlerò direttamente di Reiki (per questo argomento rimando a www.reiki.it) eppure ogni mia opera, ogni mio scritto e ogni pensiero sono intimamente intrisi di Reiki e della mia esperienza con esso.

Ora la mia ricerca verte intorno al mondo celtico il particolare verso il simbolismo legato ai menhir.

La mia ricerca di semplicità si trasformata nella ricerca della potenza della semplicità.

Filippo Canesi


Critica

Il bellissimo ambiente di apprendimento, di sperimentazione, di confronto che è l'Accademia di Belle Arti di Carrara in cui Filippo Canesi, ancora studente, si muove con fare sicuro nelle aule di scultura, anatomia, storia dell'arte, è sempre con gli occhi aperti su quel che succede, si mette in discussione, sa che in arte deve esserci una continua ricerca e così facendo si arricchisce di informazioni e di esperienze.

Canesi è alla ricerca di superfici, di forme, di volumi per definire il suo mondo, il suo modo di esprimersi, perché è così che si trova il proprio stile.

Ha fatto bene a venire a studiare a Carrara perché qui il rapporto con la scultura non è mai venuto meno, ne tanto meno la presenza di artisti di ogni formazione. Basti pensare ad Arturo Martini che negli anni 30-40 vi realizzava le sue opere in marmo. Carrara è ancora oggi un punto di riferimento per gli scultori di tutto il mondo.

Carrara e le caveCanesi fa tesoro di tutto ciò che questa città, con la sua natura meravigliosa gli può dare (penso allo splendido scenario delle Apuane con gli squarci fianchi delle cave).

L'emozione davanti alla natura è un mezzo per entrare nel mondo fantastico dell'arte. Ha studiato e capito la lezione di Arp quando diceva “tutto è movimento nella natura, nella vita, l'arte deve perdersi nella natura.

Passando dalle aule dell'accademia al suo studio, lavora sodo per manifestare le proprie emozioni.

La sua scultura parte, mi sembra da linee sempre tonde, sinuose, che creano un movimento nello spazio, dove i vuoti e i pieni partecipano alla determinazione dello spazio.

Filippo Canesi durante la lavorazione del marmoCi possiamo interrogare sugli infiniti punti di vista di una forma e leggerci tutti i nostri turbamenti, i nostri sogni. Questo abbraccio fra pieni e vuoti fa pensare a quel sentimento meraviglioso che è l'amore.

L'amore a me sembra sia l'ispiratrice di questa scultura. Per Canesi la scultura è un corpo da amare, vi trasferisce le sue emozioni di uomo e fa rendere i suoi lavori in marmo dalle superfici levigate molto sensuali. Per fare scultura bisogna far vivere la materia, comprenderla ed amarla.

E' bravo a lavorare il marmo, spesso lo tratta a specchio, diventa lucente, registra ambiente e colori, ne esce una venatura che fa il materiale vivo.

L'impressione che ne ricavo è di grande eleganza; sicuramente in futuro si assisterà a nuovi progressi, a variazioni e ad ulteriori approfondimenti. Sono sicuro che sarà un lavoro da seguire con interesse.

Marco Dolfi

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