Sculture
Biografia
Eugenio Riotto nasce a Petralia Soprana (Palermo) il 12 giugno 1951. Pochi anni dopo si trasferisce con la famiglia a Roma e successivamente a Hyéres, in Costa Azzurra (Francia), dove scopre la propria vocazione artistica. Nel 1966 torna in Italia e si stabilisce a Viareggio. Qui incontra Carlo Oreste Strocco, allievo di Giacomo Grosso ed ex docente presso l'Accademia Albertina di Torino, che gli insegna la storia dell'arte, il disegno dal vero a carboncino, il disegno a pastello e la pittura ad olio. A 23 anni Riotto ha il primo contatto con una galleria d'arte di Viareggio, che gli chiede di dipingere marine: il giovane artista rifiuta. Trasferitosi a Sarzana (Liguria), partecipa a esposizioni collettive, quindi torna in Toscana e si stabilisce a Pietrasanta (Lucca).
È qui che si accosta alla scultura. In realtà, da sempre Riotto è colpito più dai volumi che dai colori, approccio già insito nelle sue opere pittoriche. Per esprimere i temi che più sente - la psicologia dell'uomo, il suo mondo interiore - elimina tutto il superfluo, compreso il dettaglio anatomico.
A partire dal 1993 realizza personali a Pietrasanta, Camaiore, Pontremoli, Bologna, Cracovia; sue opere sono esposte a Firenze, Roma, New York, Cannes, Capoverde (Portogallo)
Il 13 dicembre 2004 apre un proprio studio a Pietrasanta, in Via Tre Luci 1, e inizia il suo percorso artistico più coerente e personale, salutato dal favore unanime della critica. L'interesse crescente del pubblico conferma la vitalità della strada intrapresa.
Critica
Creatività a servizio dell'emozione
« Certamente anche la concretezza per lui è qualcosa di astratto. Dà vita a delle ombre nelle sue opere si vedono manichini da soli o abbracciati. Ma non rimangono senza anima».
T. Daubler, Lipsia 1920
L'artista Eugenio Riotto, da tempo operante a Pietrasanta, prima come abile disegnatore e modellatore, poi e sempre più, come artista originale, capace di fermare i suoi felici sogni usando ogni materiale plasmabile pur prediligendo il nobile bronzo, non svela il mistero. Non è importante sapere, conoscere chi/che cosa raffiguri, l'importante è che quelle forme eleganti e armoniche sine persona e sine nomine, regalino delicate e al contempo forti emozioni.
Il tema dominante della sua produzione artistica, sempre e comunque all'insegna della bellezza, è l'amore ora sintetizzato in un abbraccio tra due figure, e che sia un uomo e una donna è appena accennato, ora in un bacio, oppure in una madre o in un padre con bambino. Mai una ricerca che indaga sulle variabili sentimentali, bensì fondata sull'amore che unisce e che rende i corpi sensibili alla vita che su queste forme scorre e si specchia e si rispecchia. Sono, infatti, superfici sapientemente levigate, piacevolissime al tatto, rese capaci di accogliere le migliori atmosfere.
Sono forme che suscitano rimembranze, richiami forti a Moore, nel taglio primitivistico dell'organizzazione della massa per valori primari e per sintesi, sebbene il suo sia un astrattismo più presente nella concezione della forma che nella realizzazione della stessa.
E' chiaro come l'artista voglia parlare a tutti, soprattutto alla sfera emotivo-emozionale nella maniera più diretta e comunicativa possibile, ed è altrettanto chiaro che voglia dirci più di quello che noi a prima vista riusciamo o possiamo cogliere.
E' dominante in queste sculture - afferma Dino Carlesi, suo primo recensore - la presenza di uno spirito amoroso tenerissimo, una scultura quasi appartata e lontana dagli “ismi” delle avanguardie..”.
Nell'attesa di scoprire le vie segrete a cui l'artista perviene per regalarci opere intense, auguro a Riotto di proseguire nell'incanto che sa regalarci ogni volta che si mette all'opera.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE TOSCANA
On. Riccardo Nencini

