Sculture
Biografia
Enzo Lucenz, nato il 18/05/39, diplomatosi all'Accademia di Brera a Milano, dopo aver trascorso un intenso periodo a Parigi, essenziale per la sua maturazione artistica e umana, ha frequentato attivamente l'ambiente milanese degli anni settanta, riuscendo ad imporsi a livello internazionale, attraverso mostre e interventi ambientali, anche nei paesi dell'America Latina.
Ha il suo studio a Orino in Provincia di Varese
Critica
testo di LUCIANA SCHIROLI
Artista dalla forte carica gestuale ed espressiva, Enzo Lucenz si qualifica nel panorama dell'arte contemporanea per una scelta di stile che è vitalismo ed energia, provocazione e rigore etico.
Le sue "esplosioni", che nascono dalla deflagrazione dell'acciaio, recano il sigillo del fuoco e la potenza creatrice della materia: quel metallo, apparentemente amorfo e senz'anima, rivela una sua intrinseca vocazione biologica, generando forme di straordinaria bellezza.
Dal duello senza scampo tra fuoco e acciaio; si liberano le forme di una nuova civiltà che, nel segno del sacrificio e della sofferenza, ritrova un perfetto equilibrio e una rinnovata armonia.
"Se dalla morte e distruzione rinasce la vita, vorrei distruggere e morire": questo l'aforisma spirituale di Enzo Lucenz, che testimonia le evoluzioni e involuzioni di una storia dell'umanità lacerata dalle tensioni e dalle violenze.
Una vocazione, questa, connaturata all'artista, che-uomo tra gli uomini-vive sulla pelle gli squilibri della società e della natura.
Fu proprio nell'anno della strage di Piazza Fontana a Milano, nel 1969, che Enzo Lucenz, testimone di un atto efferato e senza precedenti, cominciò ad elaborare strutture in acciaio dilaniate dalla dinamite: un fare violenza per non subire violenza, un distruggere per rinascere.
Così, dalla distruzione nasceva una nuova forma d'arte, dalla quale la storia dell'arte non avrebbe potuto prescindere.
Ben avrebbe detto quattro anni dopo, nel 1973, Montanarini, Presidente dell'Accademia Romana, che con l'opera di Enzo Lucenz "si cantava il requiem per la scultura moderna".
Bisognava iniziare daccapo.
Dal 1969 ad oggi, Enzo Lucenz, osservatore di uomini e protagonista di eventi, ha continuato a documentare le contraddizioni della società, realizzando manifesti e opere a più dimensioni, coniugando, con fermezza e lirismo, acciaio e legno.
Opere spesso di grandi dimensioni, interagenti con lo spazio urbano, fatto di case, di uomini, di prati e di cielo.
Materiali lucidi e opachi, assorbenti e riflettenti convivono in modo ardito e dinamico in strutture mobilissime, che si rinnovano con la luce e che riflettono in un caleidoscopio cromatico; la realtà mutevole e imprendibile.
E nei volumi e nelle forme, abitate dai venti e dalle bufere, il destino delle cose.
E nelle cose l'ordine, visibile in nuove sembianze, forse più umane: questo il sogno di Enzo Lucenz.

