Sculture
Biografia
Damiano Prato è nato a S. Pietro Vernotico (Br) nel 1981. <<scultore ricerca="" body="" tecnica.<="" e="" concettuale="" tematica,="" un'appassionata="" da="" derivanti="" elementi="" di="" strutturazione="" formale="" in="" tramuta="" si="" emozionale,="" compartecipazione="" una="" attraverso="" contenuti="" ai="" adesione="" veemente="" diviene="" che="" espressività,="" ispirazioni.="" sue="" le="" soddisfare="" a="" atte="" soluzioni="" delle="" nella="" abilità="" doti="" innate="" possedere="" minuzioso,="" paziente="" lungo,="" lavoro="" un="" rivelando="" opere,="" alle="" conferisce="" espressività="" vibrante="" la="" per="" notare="" fa="" contemporaneo,="" estetico="" panorama="" nel="" emergente="" artista="" lavorare.="" difficile="" material="" sia="" nonostante="" versatilità,="" particolare="" dimostra="" quale="" d'ulivo,="" legno="" il="" prediligendo="" materiali,="" diversi="" tratta="" autodidatta,="" giovane="" damiano="" prato="" tale="" />
Critica
Le opere di Prato sono costituite prevalentemente da figure umane e animali; esse sono cavate dalla materia lignea con sicurezza ed elaborate con robusta impostazione, secondo una realistica visione che tuttavia si arricchisce anche di simboli pregnanti. Le forme scultoree, animate da una viva tensione, si dimensionano nello spazio ora con solidità marcata, ora con guizzante scorrevolezza, sottolineando da un lato la stabilità dei valori di cui si fanno interpreti, e dall'altro la vitalità che l'artista riesce a conferire alla materia, soprattutto al legno d'ulivo.
La stessa scelta del materiale ligneo, del resto, è indice di un legame sincero dell'artista con quanto di più vero c'è nella realtà naturale, e nel contempo offre alla sua capacità espressiva ampie possibilità per affermarsi in un rapporto diretto con una materia “viva”.
Scultura sentita, concreta, priva di leziosismi, quella di Damiano Prato, il quale nel suo cammino evolutivo ha già raggiunto già traguardi di notevole spessore espressivo, specie nelle ultime opere, come la “Crocefissione” qui pubblicata, nella quale si fa estremamente calibrato il dosaggio fra superfici aggettanti e cavità, luci ed ombre dialoganti fra zone scabre e levigate, coloriture e venature, con ritmi tuttavia pacati, per interpretare con intensità il mistero umano e divino del Cristo, centro e riferimento univoco della storia dell'uomo.>> (S.Perdicaro)

