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Sculture




Biografia

II percorso artistico che Carmen Cassighi presenta in questa mostra si snoda dal 1998 al 2002 ed è pervaso di diverse sfumature. La trama stilistica è molto particolare. Dapprima, Carmen si cimenta in uno stile geometrico ed essenziale che ingannevolmente rimanda alla tradizione astratta, non figurativa: reticoli di linee intrecciate, schemi asimmetrici, scacchiere, geometrie armoniche. Allo stesso tempo però tutto viene addolcito da forme virtuose di donna, elemento di primo piano in alcune composizioni. E' nelle morbide ed eleganti forme delle sue "Modelle" delle opere degli anni '98-'99 che si possono intravedere quella femminilità e quella sensualità, accennate da sguardi e pose enigmatiche del corpo, dell'arte di Tamara de Lempicka, artista polacca degli anni '30.
Successivamente è il paesaggio a primeggiare; esso prende colore vivo, vibrante e intenso (rossi, viola) ma, al tempo stesso la tavolozza si arricchisce di altre sfumature come verdi acidi, venature aranciate, giallo chiaro quasi bianco, che però nelle ombre vanno ad annullarsi quasi a spegnersi in tonalità "calmanti" come il verde scuro, il blu ed il violetto. Lo stile che Carmen propone è fortemente surreale.
Si vuole superare il visibile, una sorta di azzeramento della realtà apparente per lasciar spazio alle evasioni di un mondo immaginario, del sogno e dell'inconscio.
Di uguale portata è anche la forte componente metafisica che rende le sue atmosfere enigmatiche ed eteree: esasperate prospettive, inabitabili architetture, rare e simboliche presenze. II tutto è pervaso di quel senso di mistero, di solitudine nostalgica di distacco onirico, di astrazione dal tempo su cui si fonda la visione metafisica.
La figura umana, elemento fondamentale attorno alla quale si snodano queste architetture ora razionali ora fantastiche appare spesso, come protagonista, a volte piccola, ma presente.
Tradizione e innovazione razionale ed irrazionale, il mondo di Carmen è come un labirinto, una matassa, un presunto groviglio di pensieri che sanno dare fortissime emozioni e che portano a quella evocazione dove ogni artista vuole arenare: il ricordo della propria terra.
Ed è sempre la bella Montagnana, la sua città murata ad apparire in un viaggio armonioso alla ricerca di nuove forme espressive, quasi un'Odissea... ma sempre riconducibili alla sua amata "Itaca".


Irene Gianello


Critica

Carmen Cassighi nasce a Montagnana (Pd) il 3 Ottobre 1956 e si scopre pittrice da adulta. Ha partecipato poi a numerose mostre collettive e personali, a premi internazionali ed a vari concorsi, distinguendosi ovunque per la sua sensibilità artistica e la sua "incontentabile" voglia di fare.
Nelle sue opere, l'artista coglie l'interiorità delle cose in cui esprime l'anima e l'assenza del reale.
Il dipingere diventa quindi per lei una sorta di diario di esperienze personali latenti, dove molte certezze acquisite per consuetudine vanno a scontrarsi con realtà profondamente diverse, perché mutate, che si scatenano, si mescolano e poi esplodono, con colori solari, in tutta la loro originalità.
Ciò che prevale, nella sua opera è soprattutto l'impatto con il colore: le varie gradazioni ed i contrasti cromatici rimangono ad opposti significati una volta recuperati e reinventati nella memoria.
E' la donna nel 900 quella che viene raccontata, in alcuni casi in connubio con l'uomo. risaltano i nudi colti in momenti di languido abbandono, donne appena tracciate, donne concrete ed altre che non hanno ancora trovato la loro forma in cui si manifesta una plasticità più scultorea che pittorica? Una manciata d'anni ha sancito poi la rottura definitiva col passato dei ritratti e l'ha spinta verso gradi che più che sovrapporre un ordine ideologico alle cose, cercano di ricavare le proprie regole dalle contraddizioni delle cose stesse cercando di rifletterle come in uno specchio l'apparente assenza di regole del mondo.
I giochi geometrici di colori nello spazio, danno vita a forme che si stagliano sul fondo, che si perdono, ma non si confondono, ombre che si concentrano sugli spigoli delle scacchiere fondamento e base per ogni forma flessuosa ed evanescente.
Sono edifici dentro edifici che dialogano in perfetta sintonia.
L'atmosfera di calma e pace che ne scaturisce è ancora una volta enfatizzata dal sapiente uso del colore.
Passato e presente si mescolano come in un sogno che si vuole raccontare con semplicità, sbirciando dalla soglia della porta.


Federica Marsala



Carmen Cassighi,da qualche anno, in silenzio ma con amore e tenacia, sta lavorando ad una sua linea espressiva ed ha effettuato una svolta brusca e nettissima verso un plasticismo potente, improntato ad un vigore e ad un movimento eccezionali per un'artista donna.
Sono sempre soggetti tratti dall'"universo-donna", di una donna costretta a battersi spasmodicamente contro elementi e vicissitudini che la costringono a forzare il suo temperamento mite e remissivo per impegnarsi in una lotta irriducibile e drammatica, come fosse in gioco la sua vita o la Vita stessa. Dal punto di vista formale le pitture sono omogenee nello stile, segno di indubbia maturità espressiva. Le sculture, terrecotte patinate di medie dimensioni, sempre rappresentanti figure femminili, sono più pacate, quasi che, nell'impatto con la materia da modellare, l'artista abbia trovato di che placare la sua tensione in una catarsi estetica più distesa.

Napoleone Parolo

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