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Sculture




Biografia

Nato a Tradate (Va) nel 1953, vive e lavora a Saronno.

Ha studiato presso il Liceo Artistico di Busto Arsizio dal 1967 al 1971 e presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano, dal 1971 al 1975, anno in cui si è diplomato in Pittura. Parallelamente ha condotto studi e ricerche di: musica elettronica assistita dall'elaboratore presso il Politecnico di Milano e il Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova; modellazione e animazione 3D presso l'Istituto Europeo di Design di Milano.

Dal 1983 lavora alle forme e ai circuiti elettronici delle sculture sonore abbinate a una costante riflessione sul pensiero della complessità e le sue manifestazioni scientifiche ed epistemologiche.

Le sculture sonore sono composte da oggetti di plastica della produzione industriale che vengono assemblati assecondando le possibilità combinatorie delle loro forme e la necessità di alloggiare, all'interno, i circuiti elettronici costruiti dall'artista.

Questi circuiti sono capaci di produrre rumori, suoni, voci e quindi di generare piccole sequenze melodiche o di recitare frammenti poetici.

Lo spettatore può, attraveso la prossimità, il contatto e la manipolazione diretta di parti delle sculture, interagire con esse, modificando così il volume, i timbri, le altezze, i cicli di ripetizione e le pause di ogni evento sonoro.

Negli anni '90 ha allargato la ricerca artistica con gli acquarelli elettronici (immagini sintetiche tratte da motivi musicali processati da un elaboratore) e i vetri parlanti (sculture in vetro soffiato a lume capaci di ascoltare e rielaborare i suoni circostanti, di vedere e riprodurre l'immagine degli spettatori attraverso micro-telecamere, di emettere segnali luminosi interattivi con gli eventi ambientali).

Il lavoro di Ale Guzzetti è guidato da una visione sistemica del mondo, interessanta alla interconnessione di parti differenti e alla loro interazione.

Al modello della macchina sostituisce il modello dell'organismo e i suoi processi caratteristici: la sua tendenza ad associarsi, a stabilire connessioni a vivere uno all'interno dell'altro; al gioco estetico sostituisce la strategia cognitiva fatta da scambi di informazioni tra opera ed osservatore.

Il mondo naturale è un mondo di varietà e complessità infinite, un mondo multidimensionale che non conosce linee rette; le cose non avvengono in successione ma tutte contemporaneamente, dove la percezione visiva è soltanto uno degli elementi percettivi che unito agli altri porta ad una esperienza non solo sensoriale della realtà.

Da queste considerazioni nascono le sculture sonore, quasi sempre presentate in agglomerati numerosi, installazioni visive e sonore con elementi non fissi, ampliabili all'infinito e dove l'osservatore è attore e coproduttore indispensabile dell'evento.

Le sue opere sono state esposte in Italia, Francia, Germania, Austria, Olanda, Finlandia, Albania, Canada . Premiate nella sezione "Interactive Kunst" del prestigioso "Prix Ars Electronica" di Linz nel 1991 e premio-acquisto della Civica Galleria di Arte Moderna di Gallarate nel 1997 per l'arte digitale. Tra i cento artisti del mondo segnalati dal Victoria & Albert Museum di Londra per un museo del nuovo millennio, ha appena conculso una personale presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e una mostra con Nam June Paik presso lo Spazio S. Carpoforo a Milano.Mostre personali - One-man shows

1988 - ALE GUZZETTI - Galleria 4.5 x 4.5 - PARMA Raccolta testi critici di AAVV

1989 - FALO' A 4/5 VOCI ED ALTRE COSE POLIFONICHE - Galleria Murnik - MILANO Videocatalogo: Studio DX

1990 - OBSERVING OBJECTS - Galerie Yaki Kornblit - AMSTERDAM (Olanda) Disco-catalogo: M.Senaldi; poesie: G.Majorino; musiche: B.De Franceschi

- TRE TRII POSSIBILI - Galleria la Macchina dell'Arte - BIELLA (Vc)

1991 - VOCI DI PLASTICA: SCULTURE IN CONCERTO - Fondazione MUDIMA. - MILANO Videocatalogo: Studio Azzurro; Video: RAI 2

1992 - OPERA VENTURA - Galleria La Nuova Pesa - ROMA Catalogo: G.Perretta; poesie: G.Majorino; voce: S.Marchini

- B.A.C.H. & C.A.G.E. - Galleria Rino Costa - CASALE MONFERRATO (Al)

1993 - B.A.C.H. & C.A.G.E.- Galerie Yaki Kornblit- AMSTERDAM (Olanda)

- COSE POLIFONICHE - Fortezza del Girifalco - CORTONA (Ar) Catalogo: M.Scotini; poesie: G.Majorino; musiche: B.De Franceschi

1994 - SATIE'S FRAMES - Tribeca Art Gallery - MILANO

1995 - TALKING GLASSES ( con R.Arad e P. Gabriel) - Tribeca Art Gallery - MILANO Catalgo: M.Bonollo/P.Capucci; vetri: M.Lunardon

1996 - TRASPARENZE ELETTRONICHE - Valmore Studio d'Arte - VICENZA Vetri: M. Lunardon

- VOCI VERSO L'ALTO - Sala dei Templari - MOLFETTA (Ba) Catalogo M.Bonollo; multimedia cd-rom AAVV; videocatalogo C.Cattelani

- VOICES HEAVENWARDS - Musica-Ambiente-Poesia - GROSSETO Orchestrazione voci sintetiche B.De Franceschi; videocatalogo C. Cattelani

1997 - TALKING GLASSES 2 - Galleria Cavellini - BRESCIA Vetri: M.Lunardon

- ALE GUZZETTI/PETER VOGEL - Galleria Rino Costa - CASALE MONFERRATO Catalogo: T.Conti

1998 - CORPI POLIFONICI - E.Frigeri Arte Contemporanea - SASSUOLO

1999 - PLAYING: STORIE DI PICCOLI ANIMALI - Fondazione Bevilacqua/La Masa - VENEZIA Curatore: L.M. Barbero - Videocatalogo e DVD: Studio DX

- IL GIARDINO DI BORGES - Galleria San Nicolò - VENEZIA Videocatalogo e DVD: Studio DX ; Video: BBC London

- VIRTUALITA' e ARTE - Associazione Culturale Satura - GENOVA Curatrice: M. Bonollo

2000 - ALE GUZZETTI/NAM JUNE PAIK - Spazio S. Carpoforo - MILANO

- ALE GUZZETTI - Zuni Arte Contemporanea - FERRARA Performance coreografica: A. Fabbri

- ALE GUZZETTI - Palazzo Sforza - COTIGNOLA (Ravenna) Catalogo: P. L. Capucci





Mostre Collettive - Group Exhibitions



1988 - ECOSISTEMI DELL'ARTE - Galleria Murnik - MILANO Catalogo Bocchi;Ciavoliello;Coen;Di Mauro;Poli;Senaldi;Vincenzo

1989 - IL LINGUAGGIO SIMULATO - TORRE PELLICE (TO) Catalogo L.Cabutti; E.Di Mauro

1990 - PIANOFORTISSIMO - Fondazione MUDIMA - MILANO Curatore G. Di Maggio

- ECCENTRICI VOLUMI - Ex Convento S.Teresa dei Maschi - BARI Catalogo L.De Venere;F.Gualdoni

- L'OGGETTO E LO SPAZIO - Pinacoteca Comunale - RAVENNA Catalogo E.Di Mauro

- PIANOFORTISSIMO - Teatro Carlo Felice - GENOVA Curatore G. Di Maggio

1991 - L'OGGETTO E LO SPAZIO - Palazzo Capitano del Popolo - GUBBIO (PG) Catalogo E.Di Mauro

- NOVE O DIECI ARTISTI GIUSTI - Galleria Atrium - BIELLA (VC)

- A.E. - Galerie Ghislave - PARIGI (Francia) Catalogo O.Piene e AAVV

- ARIE - 34^ Festival dei Due Mondi, Fonti del Clitunno - SPOLETO Catalogo A.B.Oliva

- PRIX ARS ELECTRONICA è91 - Interaktive Kunst - LINZ (Austria) Catalogo H. Leopoldseder e AAVV - Video Studio Azzurro

- EXEMPLES D'ART ELECTRONIQUE - Galerie Ghislave - PARIGI (Francia) Curatore G.Sosnowski

- EXTRAVAGANTI ELETTRONICI - Tecnopolis - BARI Catalogo L.De Venere

- EXTRABILIA - Ex Chiesa S. Salvatore - CAPUA (CS) Curatore A.B.Oliva

1992 - COCART - Galleria Bianca Pilat - MILANO Catalogo A.B.Oliva e AAVV

- ELECTRONICA - Ex Convento S. Giovanni in Monte - BOLOGNA Catalogo M.Pecchioli

- COCART - Palazzo della Ragione -MANTOVA Catalogo A.B.Oliva e AAVV

- MEDIALISMI - Palazzo Villa d'Este - TIVOLI (ROMA) Curatore G.Perretta

- AISTHESIS - Museo Polivalente - BAGNACAVALLO (RA) Catalogo P.L. Capucci; P. Restany

- COCART - Pinacoteca Comunale - BARI Catalogo A.B.Oliva e AAVV

- INTERACTIVA - Media Park - COLONIA (Germania) Curatore A.Zapp

1993 - GILARDI/GUZZETTI - Galerie Yaki Kornblit - AMSTERDAM (Olanda)

- COCART - Spazio Flaminio - ROMA Catalogo A.B.Oliva e AAVV

- LA MACCHINA DEL SENSO - Castello di Marostica - MAROSTICA (VI) Catalogo E.L.Francalanci;G.Segato

- SCRITTURE - Fortezza del Girifalco - CORTONA (AR) Catalogo M.Scotini

- ELOGIO DELLA PLASTICA - Villa Brunati - DESENZANO (BS) Curatore P.Cavellini

- CYBERNAUTI-INFRAMONDI - Palazzo Re Enzo - BOLOGNA Catalogo P.L. Capucci

- SOUND - Museion Museo d'Arte Contemporanea - BOLZANO Catalogo M.Vescovo

1994 - CHANDELLE VERTE - Centro Steccata 2 - MILANO

- CHANDELLE VERTE - Galleria Vinciana - MILANO

- CHANDELLE VERTE - Galleria Milenium - MILANO

- CHANDELLE VERTE - Eos Arte Contemporanea - MILANO

- COLOURS - Galleria Civica di Arte Moderna - GALLARATE (VA) Curatore E.Zanella Manara

- MEDIA LOUNGE, ISEA è94 - Museum of Modern Art - HELSINKY (Finlandia) Curatore M. Tarkka

- LE TAVOLE DELLA LEGGE - Castello di Volpaia - RADDA IN CHIANTI Curatori Cattelani/Pistoi; catalogo A.Vettese

- MINIMA MEDIA -Medienbiennale Kunsthalle Elsterpark - LEIPZIG (Germania)) Curatore D.Daniels

1995 - OLTRE LE ARTI ELETTRONICHE - Museo Luigi Pecci - PRATO Curatori F.Galluzzi;C.Davinio

- IL CASTELLO INCANTATO - Biblioteca Cominiana - PORDENONE Catalogo M.Campitelli

- INTER.ART.ACTIVITY: R.Arad/P.Gabriel/A.Guzzetti - Tribeca Gallery - MILANO Catalogo M. Bonollo; P. L. Capucci

- GIARDINO DELL'ARTE 2 - Giardini P.zza d'Armi - TORINO Catalogo E.Di Mauro;I.Mulatero

- LA SCIENZA DELLE SOLUZIONI IMMAGINARIE - Palazzo Eucherio - PARMA Catalogo V.Accame;E.Baj;B.Eruli

- SENS EMERGENTS, ISEA '95 -Musée d'Art Contemporain-MONTREAL (Canada) Curatori E.Mattson; A.Mongeau

1996 - OGGETTI RISORTI - Spazio Vigentina - MILANO Catalogo P.Cravel

- TRACCE DI TRACCE - Musica-Ambiente-Poesia - GROSSETO Curatore B. De Franceschi

- TEMPI ULTIMI - Biennale d'Arte - PENNE (PE) Catalogo L.Spadano;P.Balmas;C.Buonamano

- CYBERVIDEO - Villa Farsetti - SANTA MARIA DI SALA (VE) Catalogo L.Majer

- NATURA NATURANS - Castello di San Giusto - TRIESTE Catalogo M.Campitelli

1997 - VA PENSIERO: ARTE ITALIANA 1984/1996 - Promotrice Belle Arti - TORINO Catalogo E.Di Mauro; I.Mulatero

- LA CASA DI VETRO - Materia Prima Arts & Crafts - VENEZIA Catalogo V.Tassinari

- SINFONIE SPIATE - Sala Rossini Kursal - JESOLO (VE) Catalogo B.Brollo

- SINFONIE SPIATE - Centro Cadore - DOMEGGE DI CADORE (BL) Catalogo B.Brollo

- RADIO TIRANA FAX - Sala dei Templari - MOLFETTA (BA) Curatore e catalogo G.Grillo

- GUZZETTI / VOGEL - Galleria Rino Costa - CASALE MONFERRATO Catalogo T.Conti

- SEGNALI D'OPERA: ARTE DIGITALE - Civica Galleria Arte Moderna - (Prermio acquisto) - GALLARATE Catalogo M.G.Mattei; G.Perretta; F.Torriani; E.Zanella Manara

- LA CASA DI VETRO - Botanikum - MONACO (Germania) Catalogo V.Tassinari

- RADIO TIRANA FAX - Fondazione Velija - TIRANA (Albania) Curatore e catalogo G. Grillo

1998 - LA CASA DI VETRO - Galleria Thoman - INNSBRUCK (Austria) Catalogo V. Tassinari

- APERTO VETRO: Biennale di Venezia - Palazzo Fortuny - VENEZIA Catalogo A.Dorigato;R..Borovier;D.Klein

- PROGETTO SPECIALE: Mediterranea n.1-Galleria Nazionale d'Arte - TIRANA (Albania) Curatore: G.Grillo

1999 - BEST SELLERS: libri d'artista - Libreria Palomar - BARI Curatori: I.Iurilli;L. De Venere

- BEST SELLERS: libri d'artista - Galleria del Progetto - MOLFETTA (BA) Curatori: I.Iurilli;L. De Venere

- BEST SELLERS: libri d'artista - Libreria dell'Arco - MATERA Curatori: I.Iurilli;L. De Venere

- ARTE ELETTRONICA: Guzzetti/Vogel - Mostra collaterale Arte Fiera - UDINE Curatore: D.Preto

- DI VETRO: artisti e vetro: confronto di esperienze e poetiche- MuseoPecci - PRATO Conferenza: A.Dorigato; B.Corà

- IL GIARDINO DELLE DELIZIE - Villa Miari De' Cumani - S.ELENA (PD) Catalogo: B. Brollo; M.L.Trevisan

- 100% DESIGN - International Fair - LONDRA preview installation del V&A Museum

2000 - A GRAND DESIGN: The Museum in the New Millennium - Victoria & Albert Museum - LONDRA

- MAJOR COLLAGE - The Sharjah Arts Museum - UNIONE EMIRATI ARABI

- ALE GUZZETTI/NAM JUNE PAIK - Spazio S. Carpoforo - MILANO

- MILLENNIUM EXHIBITION - Habatat Galleries - PONTIAC,MICHIGAN (USA)

- LA SPIRITUALITA' NELL'ARTE: Da Boccioni a Serrano - Santuario di Oropa - BIELLA Curatore e catalogo: A. Fiz

- IL SACRO NELL'ARTE CONTEMPORANEA - Valmore Studio d'Arte - VICENZA

- FUORI DALL'ARTE CON ARTE - Antico Palazzo della Pretura- CASTELL'ARQUATO (PC) Catalogo: T.Trini

- LE NUOVE TAVOLE DELLA LEGGE - The Fashion Cafè - SPILIMBERGO (PN) Curatore: B.Brollo - catalogo: F. Strumendo/L. Trevisan


Critica

L'arte sensibile e i modelli del vivente
Pier Luigi Capucci
Pubblicato nel catalogo della mostra dello scultore Ale Guzzetti, Palazzo Sforza, Cotignola,
16 Dicembre 2000 - 7 Gennaio 2001. Testo di presentazione
La materia
Nella nostra cultura l'utilizzo del vetro come materiale ha due accezioni prevalenti. Una è
legata all'idea del vetro come materiale arcaico e nobile, che rimanda alle forme dell'artigianato
storico e del design (le vetrate, i vasi, i vetri soffiati, gli oggetti, le suppellettili...), un'idea che
non trova molti riferimenti nell'universo dell'arte contemporanea. L'altra accezione è legata
all'idea del vetro come materiale industriale e tecnologico (pavimentazioni, strutture,
contenitori, fibre, materiali da costruzione, illuminotecnica...), ed è un'idea che, a parte qualche
eccezione, è forse ancora più lontana dal mondo tradizionale dell'arte e si posiziona in quello
dell'architettura e del design industriale.
Un'idea abbastanza diversa, meno articolata data anche l'origine molto più recente e
tecnologica di questo materiale, configura l'impiego della plastica e più in generale dei materiali
di tipo plastico. Sulla “plastica”, sulla sua duttilità ed economicità, sul suo straordinario
polimorfismo e sull'enorme varietà delle sue applicazioni si regge buona parte del nostro
mondo quotidiano, degli oggetti di uso comune, degli artefatti. La plastica è il materiale
metamorfico per eccellenza e nel corso dei decenni oltre a generare nuove tipologie di materiali
industriali è andato via via sostituendo nell'uso e nelle funzioni svariati materiali della
tradizione, tra cui per esempio il vetro. Al punto che la duttilità, l'economicità, la popolarità,
la diffusione e la pervasività dei materiali plastici sono state spesso caricate in negativo di
responsabilità ecologiche, di invadenza ambientale, anche dopo la loro recente capacità di
riciclarsi.
Anche i materiali plastici, per le loro caratteristiche “popolari”, industriali, seriali, sono
rimasti spesso estranei del mondo dell'arte tradizionale: troppo poco ricercati e nobili come
materiali e la cui lavorazione implicava l'uso di macchine e di tecnologie. Come per il vetro, la
loro capacità di rappresentare e di oggettivarsi si è sovente fermata alle soglie dell'opera d'arte:
oggetti di uso comune, il kitsch, il design, l'architettura... Solo in epoca recente soprattutto gli
spazi delle installazioni ne hanno proposto l'impiego, fondandosi proprio sulle caratteristiche
metamorfiche e sulla vocazione ambientale della plastica e del vetro.
La forma
Nei suoi lavori Ale Guzzetti utilizza sia la plastica che il vetro, partendo tuttavia da
approcci profondamente diversi e molto distanti. Per la plastica egli impiega materiali di uso e
derivazione industriale, quindi realizzati in serie, oggetti di varia destinazione che vengono
modificati e assemblati in costrutti e strutture improbabili, in una sorta di readymades che
sono totalmente altro rispetto alla normale destinazione d'uso delle singole parti. Questa
destinazione d'uso non viene affatto nascosta, al contrario viene quasi celebrata, reificata,
rendendo le sculture e le installazioni come dei piccoli monumenti alla contemporaneità, al
caos, al disordine e all'instabilità degli oggetti, alla possibilità combinatoria e aggregativa degli
oggetti industriali in costrutti semantici inusitati e non utilitaristici (inutili). Come se questi
oggetti fossero altrettanti elementi semantici di un discorso dinamico indefinitamente
ricompilabile e aggregativo (dimensione tipica delle cosiddette “civiltà occidentali avanzate”).
Per realizzare gli oggetti in vetro, invece, Ale Guzzetti impiega la tecnica secolare della
lavorazione a soffio degli artigiani di Murano, dunque una tecnica non seriale, che produce
oggetti che sono unici. Poi assembla le parti in vetro in strutture simili a quelle in plastica,
nonostante la presenza più evidente di analogie con la morfologia naturale (del resto già insita
nelle valenze mitico-religiose del “soffio creatore” e nella conseguente “naturalità” di ciò che
viene generato...). Queste forme e strutture artificiali/naturali biomorfe è un po' come se
avessero imbrigliato elementi naturali cristallizzandoli nel vetro, e il loro biomorfismo deriva
anche dal fatto che nella loro realizzazione non devono sottostare ai limiti tecnici della
standardizzazione produttiva industriale, come invece avviene per gli oggetti in plastica. Le
opere in vetro richiamano la purezza, la complessità, l'immanenza, l'assolutezza, la familiarità
e nello stesso tempo l'imprevedibilità delle forme naturali, la loro inedulibile presenza, il loro
avvenire. E, come eco, ricordano la centralità che oggi riveste - e sempre più in futuro rivestirà
- il confronto della nostra cultura e delle sue conoscenze con la dimensione biologica.
Sulla plastica e sul vetro si innestano infine forme, strutture e dispositivi di derivazione
tecnologica, come sfere al plasma, interruttori, luci, spie, altoparlanti, circuiti, manopole,
potenziometri, motori elettrici, che aggiungono dinamismo alle opere articolandone la
dimensione dialogica, ambientale. Questi innesti tecnologici si integrano con la dimensione
formale e con i materiali delle opere e delle installazioni. Dunque, dal punto di vista
progettuale, formale, nonché per i materiali impiegati, i lavori di Guzzetti coniugano vari livelli
e dimensioni che li rendono estremamente complessi, poliedrici, eclettici, a cavallo tra arte,
design, artigianato, tecnologia, comunicazione... E, in più, al di là dell'apparenza, per esistere
possono - devono - raccontare (hanno voce), possono - devono - ascoltare. Come vedremo,
vogliono vivere. In una parola, sono profondamente contemporanei. Questa passione per la
contemporaneità culturale e tecnologica, passione intesa sia nel senso di “fascinazione” che in
quello etimologico di “sofferenza”, è una delle caratteristiche salienti del lavoro di Guzzetti.
La vita
Anche partendo da materiali e da operatività di natura così diversa le opere di Guzzetti
mantengono un'unitarietà formale ed espressiva, uno stile peculiare e riconoscibile. Tuttavia
sarebbe limitante considerarne solo gli aspetti materici e formali (morfostrutturali, cromatici,
spaziali, dinamici...): senza dubbio sono elementi importanti, orchestrati con sapienza e ironia,
che aprono a riflessioni sulle forme avveniristiche del vetro e della plastica, a considerazioni su
un'arte che rivisita la tradizione in chiave tecnologica o su un'estetica dei materiali industriali.
Nei lavori di Guzzetti c'è di più: le forme e i materiali sono di supporto a un discorso più
complesso che si sviluppa tra opera e fruitore, sono il vettore di una poetica dell'interazione
che si compie nel segno del dialogo e della reciprocità.
Le opere e le installazioni di Guzzetti sono in qualche modo senzienti, percepiscono
l'ambiente e il visitatore e in risposta attivano dei comportamenti (suoni, movimenti, luci,
colori). A sua volta il visitatore può interagire con esse toccandole, muovendone delle parti,
producendo esiti acustici e sonori, luminosi, modificazioni formali. Questa parte ambientale
dinamica e sonora e l'interazione col fruitore non vanno considerate a latere delle opere, al
contrario, ne sono parte integrante e fondamentale a livello strutturale e poetico, al pari delle
forme e dei materiali. Ciò dà luogo ad alcuni interessanti corollari. Dato che gli elementi di
interazione con il visitatore e con l'ambiente e gli esiti che si producono in virtù di questa
interazione sono parte integrante delle opere, esse fondano la propria compiutezza sulla nostra
presenza e attività. Senza questa dimensione sarebbero solo oggetti inanimati: è la
processualità dell'interazione che rende le opere compiute, vive: esse esistono e vivono -
mutano, suonano, si muovono - grazie a noi, siamo noi che le facciamo vivere. E dato che
ognuno di noi agisce in modo diverso il risultato è che l'opera, in quanto somma della
dimensione formale e della dimensione ambientale e interattiva, è sempre diversa, non è mai
uguale a se stessa, è metamorfica. Il suo linguaggio non ha tanto a che fare con l'identità quanto
con la differenza: l'opera è “aperta” perché il risultato dell'interazione, data la variabilità del
contesto ambientale e dell'attività del fruitore, non può mai essere completamente predetto.
Queste caratteristiche, tipiche dell'arte interattiva, proiettano i lavori di Guzzetti nel cuore
pulsante della contemporaneità, insieme alla sua ricerca in direzione del vivente, della
riproduzione del vivente sia mediante le forme che i “comportamenti” delle sue opere. La
nostra cultura tende sempre più a riprodurre i meccanismi e le dinamiche del vivente, la vita,
negli oggetti, negli artefatti, nelle macchine, nei materiali, nei processi che crea, che si fanno
sempre più complessi, articolati, automatici, versatili, polifunzionali. L'evoluzione tecnologica
è giunta a un livello tale di complessità che un numero crescente di oggetti e artefatti, anche di
uso comune, sembra acquisire caratteristiche e comportamenti che presentano varie analogie
con quelli degli organismi viventi: pensiamo alle capacità di autoregolazione e di
autoprogrammazione di elettrodomestici, telefonini, automobili, computer, giocattoli... Il
modello è il vivente sia perché è il livello di complessità raggiunto da questi artefatti ad
evocarlo, sia perché la natura operativa degli organismi viventi è il miglior modello che
possediamo, di cui apprezziamo l'efficienza maturata nel volgere di un'evoluzione di miliardi
di anni nell'adattarsi all'ambiente naturale. Per questo cerchiamo di riprodurre il vivente negli
oggetti, negli artefatti, nelle macchine: perché siano sempre più capaci di adattarsi all'ambiente
umano, al nostro ambiente.
Non muta dunque solo la pelle degli oggetti ma il loro comportamento. I nostri artefatti, il
cui modello è il vivente, vanno verso una sorta di esistenza autonoma, una sorta di vita. E,
accanto all'evoluzione tecnologica, va ricordata quella scientifica, in particolare le recenti e
discusse acquisizioni in campo biologico e genetico che indagano sui segreti più reconditi della
vita e della memoria a lunghissimo termine e consentono di intervenirvi sopra. La natura, con le
sue dinamiche e i suoi meccanismi, da sempre ci affascina: la reale “bellezza” o “perfezione”
della natura non risiede nella sua apparenza contemplativa, nelle sue immagini o nella sua
sostanza materiale, ma nella sua operatività. E, ripercorrendo la mitologia e la storia, è
importante notare come questa fascinazione per la natura, per la vita e per la sua riproduzione
non sia un'esclusiva della nostra contemporaneità, bensì sia fra i desiderata più remoti e
persistenti dell'umanità.
La “nuova natura”
Al di là della dimensione formale e materiale, i lavori di Guzzetti, costituiti di
rappresentazioni biomorfe e di oggetti che mimano aspetti della vita e della natura, pongono
dunque, interpretandole in chiave artistica, anche queste tematiche attuali. L'atmosfera delle
installazioni e degli ambienti è un artificiale che possiede varie reminiscenze della natura, che
cerca di simularne alcune caratteristiche e proprietà. Questa sorta di “nuova natura” e di
infosfera della comunicazione (sonora, interattiva) riecheggia la nostra “giungla antropica” fatta
di rumori della civiltà, di suoni e versi paranaturali, di segnali di macchine che interagiscono tra
loro, che richiedono la nostra attenzione o cercano di attirarla, di beep di dispositivi che si
scambiano dati, di suoni dal mito, dal sogno o dall'indifferenza.
Di questa “nuova natura” contemporanea, in cui noi tutti viviamo immersi, ma anche delle
sue mitologie, contraddizioni, oscurità, Guzzetti è il cantore ironico e acuto. Le sue opere vive,
nell'occhio del ciclone, reinterpretano Pigmalione che si innamora della statua che crea, il
Golem, la gara tra Zeusi e Parrasio nel copiare il reale, Michelangelo e il suo Mosè,
Frankenstein, Cagliostro, il Giocatore di Scacchi di von Kempelen, gli automi e i robot, la
genetica e la vita artificiale..: il perenne confronto dell'umanità e delle sue creazioni con la vita,
la sua sfida continua e inesausta alla natura.

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