Sculture
Biografia
Nasce a Quistello (MN), nel 1906.
Muore a Mestre nel 1989.
Trascorre gran parte della sua vita a Mestre, studiando all'Accademia di Venezia negli anni della Seconda Guerra e divenendovi, nell'immediato dopoguerra, assistente di Arturo Martini, cui poi succederà come titolare della cattedra di scultura.
Dalla fine degli anni '40 aderisce al Fronte nuovo delle Arti ed inizia l'attività espositiva.
Vicino alle tematiche dello Spazialismo, non vi ha mai aderito, pur contribuendo con la sua opera all'evoluzione del movimento a Venezia negli anni '50.
Critica
Da ALBERTO VIANI di Pier Carlo Santini, ed. Olivetti-Selecta - Milano 1990.
"Si conoscono alcune traduzioni in bronzo, una delle quali situata sulla tomba di Renato Birolli [critico d'arte - n.d.r.] nel Cimitero Monumentale di Milano.
Una versione di dimensioni maggiori si trova nell'Ospedale regionale di Udine.
Esposizione XXIX Biennale di Venezia - 1958 (in catalogo Alberto Viani, n. 6, fig. 15 col titolo Nudo)."
Pietà nella speranza
L'opera di Alberto Viani, posta al centro dell'atrio di ingresso dell'ospedale negli anni seguenti il terremoto del 1976, suggerisce l'emozione di un corpo umano posto a misura dello spazio: ciò è percepibile soprattutto nel collegamento fra le due ali che richiama l'immagine di un tendine teso e fa memoria dell'attacco al corpo dell'ala della Nike di Samotracia. Le due ali presentano movimenti
torsionali contrastanti: uno si rivolge verso l'alto, l'altro in se stesso evocando i sentimenti della speranza e della pietà, sentimenti vissuti in quell'epoca in Friuli in cui memoria di persone e di case distrutte e tensione verso la ricostruzione erano dominanti.
(ing. Gianpaolo Bicego).

