Sculture
Biografia
Tutto par quasi un sogno che si lega alla vita, grazie al sapiente artificio di scenografie e icone legate al presente.
Agostino Viola è un artista che seppur nato in provincia di Caserta, vive da sempre a Milano, per cui la cultura e la sensibilità artistica acquisita si è formata tutta nel clima lombardo più intenso soprattutto negli anni Ottanta del Novecento, pur essendosi diplomato in pittura all'Accademia di Macerata, proprio laddove insegnavano illustri maestri, da Trubbiani a Brindisi.
Critica
E non sono mancate nel tempo le mostre di ampio respiro europeo anche se il suo percorso iniziale, pur spaziando fra sacro e profano, ha campionato rimandi e spaccati di realt à e realismi,di rappresentazione del vero e del certo, senza lasciare aperture a specifiche ricerche, e soprattutto attenzioni a un procedere nuovo che l'arte ha messo in piedi soprattutto a partire dall'ultimo decennio del secolo scorso. Ebbene,via via, Agostino Viola ha sentito il bisogno di far sue queste ricerche,di rappresentare la realt à in altro modo,di viverla attraverso una serie di installazioni in cui il suo coinvolgimento fosse molteplice, di accostarsi alla videoart e all'arte fotografica prima accettata in toto,poi manipolata grazie a una creativit à e sensibilità acuta. Il soggetto è soprattutto l'elemento femminile, il corpo della donna,il viso come espressione totale del vissuto; questo corpo identitario viene poi ad essere innervato in una scenografia di movimenti, di abiti, di sguardi,di atteggiamenti. Ecco allora che la bellezza di queste opere recenti realizzate da Agostino Viola con la fotografia,si rivela sorprendentemente irresistibile. E' come trovarsi in uno stato nostalgico dove le figure tradiscono la finzione che esprime un'ottusa vanit à dell'essersi dimenticata di se stessa,per effetto del proprio intimo e teatralissimo gioco. Beatrici, Laure e Fiammette diventano fuoco e producono alfabeti diversi, visioni nuove, urgenze febbricitanti. Tutto par quasi sogno che si lega alla vita, grazie anche al sapiente artificio che elabora scenografie e icone del presente.Agostino Viola nella geografia tecnica del montaggio invade inesorabilmente l'occhio dello spettatore, sicch è le immagini rinascono come un diario del nostro tempo, e si sciupano in una nuova bellezza, in un dormiveglia ,in un singhiozzo fatto di echi che tradiscono un respiro ermetico ma anche magico.
Carlo Franza

